CDS - Ederson rinato sulla sabbia
E’ rinato sulla sabbia. Un mese in Brasile per lavorare sui muscoli. Altro che Saint Tropez, dove portava Patrizia, la moglie-manager, a fare il bagno. Questa volta è tornato a casa. Per scaldarsi. E per curarsi bene dopo tre anni pieni di infortuni. Ha voglia di tornare il vero Ederson, lo stesso che avevano conosciuto in Costa Azzurra e che hanno premiato mercoledì sera allo Stade du Ray di Nizza, quasi mai visto alla Lazio. Appena 15 presenze nel campionato passato, altre 8 in Europa League, solo una a tempo pieno. Era un fantasista part-time, un acquisto che Petkovic non s’è mai goduto. Ora corre e continua a lanciare segnali: può essere la vera sorpresa della nuova Lazio con un anno di ritardo rispetto al suo arrivo, datato luglio 2012. Sotto le Tre Cime di Lavaredo, nel ritiro di Auronzo di Cadore, ha cominciato a sgommare. Se ne sono accorti tutti sul campo. «Sembra un altro giocatore» hanno raccontato nello spogliatoio della Lazio.
RUOLO - Un ritorno alle origini consumato anche attraverso un altro piccolo ma significativo gesto. S’è ripreso il 10, il suo numero di maglia preferito. Prima apparteneva a Zarate e poi stava per finire sulle spalle di Felipe Anderson. L’ha chiesto al gioiello arrivato dal Santos e l’ha ottenuto, mettendosi subito dopo a lavorare a testa bassa. Neppure un allenamento saltato durante il ritiro veneto. Cinque gol realizzati nelle prime amichevoli con i dilettanti, tanti sorrisi, la fiducia di Petkovic che pensa di aver trovato l’interprete giusto per restituire profondità al 4-2-3-1. S’è confermato a Nizza. «Dietro a Klose mi trovo a mio agio» ha confessato il brasiliano dopo l’amichevole in Costa Azzurra. Cuce il gioco con i centrocampisti, cerca il triangolo con l’ariete tedesco, punta la porta e può andare al tiro. Ai tempi del Nizza era un trascinatore, la stella. «Eder uno di noi». Gli ultras della Brigade Sud Nice gli hanno dedicato uno striscione. Il suo vecchio club lo ha premiato. Sul campo ha abbracciato Traorè, suo ex compagno di squadra. Prima della partita aveva rivisto e salutato tanti suoi amici e tutti i dirigenti.
SPIAGGIA - In tribuna ad applaudirlo anche Antonio Caliendo, suo manager storico e scopritore, oggi dirigente del Modena. Ieri, rientrando da Nizza su Roma e prima di volare a Palermo per il calendario della nuova serie B, ci ha raccontato come è rinato Ederson: «Ha sfruttato un mese di vacanza in Brasile per allenarsi. Ha lavorato in spiaggia» . Svelato il segreto. Ginnastica posturale, esercizi specifici e mirati per prevenire gli infortuni, tantissimo stretching. La sabbia aiuta a riequilibrare l’equilibrio motorio. Ne aveva bisogno Ederson, lo staff medico della Lazio se n’era accorto e già durante l’inverno il brasiliano aveva svolto un ciclo di lavoro che doveva essere alla base del suo rilancio. Con il moltiplicarsi degli impegni e l’urgenza di rimettersi a disposizione della squadra, Ederson aveva interrotto quel tipo di allenamento fondamentale per mantenere la condizione. Era al 60% e avrebbe dovuto continuare, così gli aveva spiegato il professor Stefano Lovati, consulente ortopedico della Lazio. Dopo la finale di Coppa Italia del 26 maggio, Ederson ha ripreso quel lavoro ed è andato avanti per tutto il mese di giugno. Vacanze di lavoro. «Dobbiamo fare in modo che risolva in modo definitivo certe problematiche» disse Caliendo all’epoca dell’ultimo infortunio dopo la trasferta di Parma alla fine di aprile. Ora ci siamo, Ederson vede la luce in fondo al tunnel. Dal Brasile è rientrato con un’energia diversa. La Lazio lo coccola e lo osserva compiaciuto: può trasformarsi in un nuovo acquisto. Petkovic lo terrà a ridosso di Klose. Qualche mese fa aveva pensato anche di impiegarlo centravanti. C’è bisogno dei suoi gol.
Fonte: Il Corriere dello Sport
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