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CDS - Mauri: è un ingiustizia

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L’ha saputo negli spogliatoi di Formello, dove era appena rientrato per la doccia dopo l’allenamento della mattina. Ora la sentenza di primo grado è ufficiale: multa e niente penalizzazione per la Lazio, sei mesi di squalifica a Stefano Mauri per omessa denuncia. Condanna esecutiva in attesa dei prossimi gradi di…

L’ha saputo negli spogliatoi di Formello, dove era appena rientrato per la doccia dopo l’allenamento della mattina. Ora la sentenza di primo grado è ufficiale: multa e niente penalizzazione per la Lazio, sei mesi di squalifica a Stefano Mauri per omessa denuncia. Condanna esecutiva in attesa dei prossimi gradi di giudizio. Il capitano e i suoi legali sperano in appello di arrivare alla piena assoluzione, ma dovranno fronteggiare il nuovo assalto del procuratore federale Stefano Palazzi. Poi eventualmente si potrà ricorrere al Tnas. Mauri continuerà a lottare e ad allenarsi, conservando la serenità che lo ha accompagnato nell’ultimo anno e mezzo. Otto giorni di custodia cautelare, dieci agli arresti domiciliari: solo indizi e sospetti, nessuna prova schiacciante nei suoi confronti. Ha pagato l’amicizia pericolosa con Zamperini. La Disciplinare ha ritenuto dovesse denunciare un illecito che è stato derubricato dai capi d’accusa nei suoi confronti ma che continua ad aleggiare, come se fosse stato consumato realmente e non si sa bene da chi, nelle ventuno pagine delle motivazioni della sentenza.

STOP - Palazzi aveva chiesto quattro anni e mezzo di squalifica, di fatto la fine della carriera per un giocatore che ha già compiuto 33 anni. Sei mesi gli consentiranno di tornare a giocare, nella peggiore delle ipotesi, all’inizio di febbraio, diventando un “acquisto” invernale per la Lazio. Ma oggi prevale l’amarezza per tutto quello che è successo, dal carcere a un’immagine rovinata, e per doversi fermare, anche soltanto sei mesi, nella convinzione di essere totalmente innocente. Stefano ha fatto conoscere il proprio pensiero attraverso il suo sito ufficiale. «Sono contento per la mia Lazio che non dovrà partire con punti di penalizzazione, ma anche questa condanna per omessa denuncia a me sembra un’ingiustizia» ha spiegato, facendo capire che non si fermerà. Non può accontentarsi. La battaglia legale, appena iniziata nelle aule dei tribunali sportivi, è destinata a proseguire. «Confido nei prossimi gradi di giudizio per lasciarmi alle spalle questa brutta avventura. Anche in questa situazione mi batterò da capitano… Il mio obiettivo è scendere in campo con i miei compagni il prima possibile» .

SOSTEGNO - Mauri attendeva in estate un deferimento scontato da mesi, era convinto di poter scendere in campo nella finale di Supercoppa del 18 agosto con la Juventus. Ora si rimetterà alla sentenza della Corte di Giustizia Federale, che dovrebbe riunirsi per il processo di appello il 13 agosto. Lo aveva spiegato durante il ritiro di Auronzo, lo ha ripetuto ieri, ringraziando i tifosi della Lazio che in questi mesi e nelle ultime settimane gli sono stati vicini. «Grazie a tutti I tifosi che, ogni giorno, mi riempiono di affetto e mi danno una carica incredibile» . Sentenza di primo grado esecutiva in ambito sportivo: ad oggi Mauri non può essere considerato per la finale di Supercoppa e per i prossimi sei mesi. Petkovic comincerà a ragionare sulla nuova Lazio senza il capitano, che nell’amichevole di Nizza era stato impiegato titolare. Lo inseguiva un macigno, un peso difficile da nascondere e sostenere negli ultimi giorni. Adesso scatterà il conto alla rovescia per tornare in campo a trascinare la Lazio.

Fonte: Il Corriere dello Sport