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CDS - Petkovic cerca i gol per la Juve

redazionecittaceleste
Senza Klose e con gli esterni in serata poco brillante o in ritardo di forma, la Lazio non ha trovato il gol ed è stata fermata dal Panathinaikos, che non è più una delle grandi di Grecia: del passato glorioso i verdi oggi conservano soltanto il nome e una tifoseria…

Senza Klose e con gli esterni in serata poco brillante o in ritardo di forma, la Lazio non ha trovato il gol ed è stata fermata dal Panathinaikos, che non è più una delle grandi di Grecia: del passato glorioso i verdi oggi conservano soltanto il nome e una tifoseria indiavolata. Partita sospesa cinque minuti, nel cuore della ripresa, per lancio di oggetti verso Marchetti, preso di mira dagli ultras del Gate 13. E’ finita in pareggio e alla fine si può considerare un risultato giusto. Gli episodi avrebbero potuto condannare la squadra di Petkovic, che può considerare questa amichevole un test confortante verso la finale di Supercoppa. Ha avuto delle buone risposte dalla difesa e da un gruppo che ha saputo tenere il campo nonostante i greci viaggiassero ad una velocità superiore. E’ mancato qualcosa negli ultimi trenta-quaranta metri, ma le gambe erano pesanti e Floccari, isolatissimo, è stato poco servito. La Lazio ha costruito le occasioni migliori quando è riuscita ad accompagnare l’azione con più giocatori. Non avendo la condizione sufficiente, ha cercato soltanto di gestire il gioco.

RITMO – Rispetto all’amichevole in Costa Azzurra, Petkovic s’è affidato alla coppia collaudata Biava-Dias sulla linea difensiva, ha sostituito Klose (lasciato a casa) con Floccari e inserito Candreva al posto di Mauri, squalificato dalla Disciplinare. L’azzurro è stato l’unico dei nazionali a trovare posto nel blocco dei titolari, ma dopo la fiammata di Nizza e qualche altro giorno di preparazione pesante le gambe sono diventate all’improvviso di piombo. Solita qualità nel palleggio, solo un filo di gas negli allunghi, così la Lazio per buoni venti minuti ha sofferto la vivacità e la freschezza dei giovani greci. Il Panathinaikos, travolto dalla crisi finanziaria e costretto a chiedere sostegno ai suoi tifosi, invasati e appassionati come sempre anche nel vecchio stadio Nikolaidis, ha smobilitato e ceduto tutti i suoi pezzi migliori, puntando su qualche ragazzo. Ci hanno messo subito ritmo, aggressività e pressing per provare a sorprendere la squadra biancoceleste, non proprio ispirata in avvio. Biglia più veloce di Ledesma nel recupero palla e nel ribaltare l’azione, ma tutta la Lazio è apparsa statica, con una marcia in meno nella corsa, facendo immaginare (o confermando) quanto sia indispensabile il dinamismo di Onazi e Gonzalez in mezzo al campo. Bajrami ha puntato Radu a ripetizione, Zeca s’infilava nei corridoi liberi con troppo facilità. Il capitano del Pana, approfittando di un retropassaggio sbagliato da Konko, dopo sei minuti s’è trovato solo davanti a Marchetti, lo ha superato in velocità e poi inspiegabilmente non ha tirato a porta vuota, ma ha provato a rimettere al centro dell’area, divorandosi un gol già fatto. Sotto pressione la Lazio ha concesso solo un tiro di sinistro a Karelis (smanacciato da Marchetti) e non ha sbandato, sorreggendosi grazie all’organizzazione difensiva e ad una migliore qualità. Appena Ederson e Candreva sono entrati in partita, i greci hanno cominciato a scricchiolare. Floccari non ha inquadrato di testa la porta da posizione ravvicinata e poi Kapino, portiere della Grecia al Mondiale Under 20, ha respinto il destro di Lulic: era quasi un rigore in movimento.

CLASSE – Dopo l’intervallo Petkovic ha tolto Candreva e ha inserito Hernanes, spostando Ederson sulla fascia destra. L’ingresso del Profeta ha alzato subito il livello e ha regalato imprevedibilità alla manovra. Accarezza il pallone, lo addomestica in un metro, i suoi sono ricami di classe purissima. Con l’ingresso di Gonzalez per Ledesma, la Lazio ha abbandonato il 4-2-3-1 per tornare al 4-1-4-1, marchio di fabbrica conosciuto, con Biglia in regia. Gli ultras del Panathinaikos, scatenati come fosse una partita ufficiale, hanno preso di mira Marchetti. Il lancio di oggetti e lo scoppio di alcuni petardi ha costretto l’arbitro a sospendere la partita per cinque minuti. L’azzurro non voleva più rientrare tra i pali. Quando è ripreso il gioco, Petkovic lo ha sostituito con Bizzarri e ne ha approfittato per mettere dentro anche Cavanda. Ma la Lazio ormai era già con la testa sul charter di ritorno. Floccari da buona posizione non è riuscito a trovare l’angolo di sinistro, Dias ha salvato sulla linea, Ntinas con un tiro-cross dalla fascia ha scavalcato Bizzarri, colpendo la traversa. Tutti a casa. Anzi in ritiro a Fiuggi, dove la squadra si proietterà verso la Supercoppa.

Fonte: Il Corriere dello Sport