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CDS - Lazio, ritrova i gol per l’Europa

redazionecittaceleste
Porte stregate, porte rimpicciolite, ma non solo. Attaccanti spenti, gioco infruttuoso, tiri a salve o sbilenchi. S’è perso il gol, lo ritrovi la Lazio se vuole andare in Europa. Ricapitolando: un mese senza reti in campionato, un digiuno lungo tre partite e mezza, 344 minuti. L’ultima traccia risale a Roma-Lazio…

Porte stregate, porte rimpicciolite, ma non solo. Attaccanti spenti, gioco infruttuoso, tiri a salve o sbilenchi. S’è perso il gol, lo ritrovi la Lazio se vuole andare in Europa. Ricapitolando: un mese senza reti in campionato, un digiuno lungo tre partite e mezza, 344 minuti. L’ultima traccia risale a Roma-Lazio (1-1) dell’8 aprile scorso, al gol di Hernanes siglato al 16’ del primo tempo. Da lì in poi la squadra è rimasta a stecchetto, i cannonieri si sono eclissati, i goleador aggiuntivi sono spariti. Senza gol non si vince, è matematico. Senza gol non si va da nessuna parte, è scontato. Petkovic fa gli scongiuri, prega Klose ed Hernanes, convoca anche Floccari e lo sgancia dal primo minuto.

IL CALO – Un Profeta e una punta in più, il tecnico spera di sbloccare la squadra così. A Parma ci provò inserendo Ederson, ma il gol non arrivò. Oggi non si può sbagliare, l’Europa è appesa a un filo. Non basta ammassare gli attaccanti, lo sa anche Vlado. La Lazio, pur giocando col solo Klose davanti, può sfruttare gente come Candreva, Mauri o Lulic, sono esterni offensivi, ci ha tenuto a precisarlo l’allenatore nella conferenza di ieri. Ma è pur vero che la capacità offensiva della squadra è diminuita. IL CONTO – Gol, dove sei finito? Dal derby in poi non s’è più materializzato in campionato. Arrivò la Juventus e trionfò all’Olimpico (2-0) senza beccare reti. Si andò a Udine e i bianconeri vinsero (1-0), la porta di Guidolin rimase immacolata. A Parma? Lo 0-0 disse tutto. L’andamento è lento, lentissimo. Nella classifica dei gol fatti nel ritorno la Lazio è penultima, divide il posto con il Parma e il Chievo. I biancocelesti hanno segnato 12 reti in 15 giornate, solo il Pescara ha fatto peggio, hanno segnato di più il Siena (17 reti), il Genoa (14 reti) e il Palermo (15 reti), squadre che lottano per non retrocedere. I numeri sono agghiaccianti, vanno invertiti nelle ultime quattro partite.

GLI UOMINI – Servono gol per l’Europa, servono bomber prolifici, centrocampisti col vizietto, tiratori scelti. Klose non fa festa dal 15 dicembre, da Lazio-Inter 1-0, sono passati quasi cinque mesi. Floccari s’è fermato al gol rifilato al Napoli, era il 9 febbraio. Kozak non ha mai segnato in campionato, Saha è rimasto un mistero. I gol servono come il pane, vanno ritrovati. E’ la domenica giusta per ripartire, la Lazio è arrivata la bivio, non sono ammessi passi falsi. Klose, Hernanes, Candreva, Lulic, pensateci voi. E non si sentano esclusi gli altri, c’è bisogno di tutti. Senza segnare non si va da nessuna parte, lo sa bene Petkovic, tecnico offensivo. La Lazio vista nel girone di ritorno è irriconoscibile, ha perso le qualità espresse nella prima parte stagionale, ha avuto problemi al motore, ha perso i gol.

L’OLIMPICO - Petkovic chiede il massimo ai suoi uomini, chiede una svolta immediata e chiede anche aiuto all’Olimpico. I fedelissimi della Lazio possono far gol se tifano con forza e passione, come sono abituati a fare, ma non bastano. I bomber devono darsi una mossa, devono sbloccarsi. L’impegno casalingo va sfruttato, il Bologna vive il momento più difficile. I rossoblù non vincono da 6 giornate, hanno ottenuto 5 pareggi, hanno perso una volta, l’ultimo successo è datato 10 marzo (1-0 a Milano contro l’Inter). Era dai mesi di ottobre e novembre (6 turni senza vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte) che la squadra di Pioli non attraversava un periodo così critico. E’ un invito per la Lazio, se il gol è nell’aria bisogna acchiapparlo.

Fonte: Il Corriere dello Sport