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IL MESSAGGERO - Reja, la riscoperta di Felipe Anderson

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IL MESSAGGERO Un triplete per Anderson: vinta la terza partita consecutiva da titolare, non gli era mai successo in questa stagione. Felipe ringrazia Dio, Reja lo “prega”: «Devi credere nelle tue qualità, ma guai a eccedere. Devi cercare solo i colpi semplici, voglio normalità», le pacche del mister ieri a…

IL MESSAGGERO

Un triplete per Anderson: vinta la terza partita consecutiva da titolare, non gli era mai successo in questa stagione. Felipe ringrazia Dio, Reja lo “prega”: «Devi credere nelle tue qualità, ma guai a eccedere. Devi cercare solo i colpi semplici, voglio normalità», le pacche del mister ieri a Formello. Gli dava indicazioni, lo spronava a ogni accelerazione, filmava i suoi sprint sulla destra. A Bologna non aveva brillato su quella fascia, s’era invece riscattato martedì sera col Parma a sinistra. Ma è l’emergenza a catapultarlo di nuovo sull’altro lato: Lulic dovrà sostituire in difesa lo stirato Radu. Così Felipe Anderson gli giocherà davanti al Friuli, è l’unica carta: Keita non garantisce alcuna copertura, Ederson non convince sull’esterno e non ha i 90 minuti sulle gambe. Reja gli chiede il sudore, Felipe si scioglie di felicità in Brasile: «Ora sono contento, mi devo solo riabituare a giocare largo come facevo agli inizi in Brasile. Il mister pretende tanto movimento, devo anche attaccare in mezzo al campo gli avversari. Adesso che sto trovando il ritmo partita però, non voglio più uscire». Con questo veleno, morderà l’Udinese. In allenamento mostra i mezzi, sfodera colpi e missili dalla distanza. Ogni giorno che passa, Reja s’innamora. In una partita vera, tuttavia, Anderson non ha ancora mostrato di che pasta davvero è fatto. Prima della sfida col Parma, Felipe Anderson aveva disputato appena una volta – in Europa League – i 90 minuti: sempre sostituito in altre otto occasioni. Domani saliranno a 11 le sue presenze. Non era abituato alla serie A, sta facendo ancora il rodaggio: «Il mister e i compagni mi hanno spiegato le difficoltà, è tosta mantenere sempre lo stesso livello durante la gara. Ma ritagliandomi pian piano i miei spazi, ci riuscirò».

IL MONDIALE
Alla ricerca del gol perduto: la sua ultima e unica firma è datata 28 novembre a Varsavia. Combinazione tutta brasiliana: cross di Hernanes, rete di Felipe di destro. Se il Profeta dovesse partire, Anderson rimarrebbe l’acquisto più oneroso di Lotito: quasi 9 milioni. Un fenomeno in potenza amico di un fenomeno unico: l’amico Neymar lo ha visto in tv martedì sera da Barcellona, ha tifato per lui e per la Lazio. Poi gli ha fatto i complimenti. Nessuna magia, ma quanto lavoro: Felipe ripiegava in copertura, aiutava la squadra, rispondeva ai diktat di Reja. Dovrà ripetersi domani, senza mortificare però il suo estro a sinistra. A destra rientrerà invece Candreva, l’ala di Klose verso il mondiale: «Se non sarà in forma, niente Brasile», l’avvertimento del ct Loew.

LA FORMAZIONE
Mondiale alleato. Non solo Miro, sono tanti i biancocelesti che ora rischiano di restare a casa. E cresce la paura. Hernanes vuole a tutti i costi la Selecao che, al momento, dovrà passare per la Lazio: domani tornerà mezzala nel 4-5-1 al fianco di Biglia – che può perdere l’Argentina – e Onazi (in vantaggio su Gonzalez). I guantoni di Marchetti riabbracceranno i pali: pure Federico è su un ciglio azzurro, adesso non potrà più sbagliare un colpo per continuare a cullare fra le mani l’Italia. L’eclettico Lulic non teme nulla: a uno così, jolly assoluto, nessun tecnico ci rinuncerebbe mai. Senad tornerà ancora terzino, al fianco di Biava e Dias. Sull’altra fascia Cavanda: Konko ha nuovi giramenti di testa. Dall’alto avrà visto due partite consecutive: ecco le vertigini.