Città Celeste Notizie Rassegna Stampa IL TEMPO - Società immobile: «Ce l’impone la legge»
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IL TEMPO - Società immobile: «Ce l’impone la legge»

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(IL TEMPO) - La vergogna di Varsavia non ha mai fine, nel carcere di Bialoleka ancora ventidue tifosi della Lazio e la rabbia dei genitori che li vogliono liberi. Il prima possibile. Il grido delle istituzioni del Governo italiano sono arrivate fievoli e tardive e hanno prodotto modesti risultati. E…

(IL TEMPO) - La vergogna di Varsavia non ha mai fine, nel carcere di Bialoleka ancora ventidue tifosi della Lazio e la rabbia dei genitori che li vogliono liberi. Il prima possibile. Il grido delle istituzioni del Governo italiano sono arrivate fievoli e tardive e hanno prodotto modesti risultati. E la società biancoceleste? Quei 153 fermati in quell’assurda serata hanno lamentato l’assenza di aiuto e supporto da parte del club capitolino, i genitori dei ventidue ancora in carcere pure. La Lazio però si sta muovendo, lo ha sottolineato qualche giorno fa il responsabile della comunicazione, Stefano De Martino: «L’unica cosa a cui pensiamo adesso è la sfida col Trabzonspor e i tifosi rimasti a Varsavia. Non possiamo muoverci formalmente, per questo stiamo agendo in modo informale».
La società non può agire alla luce del sole, ma è in contatto continuo con il Ministero degli Esteri e con l’Ambasciata italiana. Non può fare nulla ufficialmente, ad ammonire c’è quel decreto Amato del febbraio 2007: «È fatto, altresì, divieto alle società sportive di sovvenzionare e facilitare con qualsivoglia modalità (quindi, anche mediante erogazione di biglietti gratuiti o a prezzo ridotto o di titoli di viaggio) sia i soggetti destinatari del Daspo o condannati per reati commessi in occasione o a causa di ogni tipo di manifestazione sportiva, sia le associazioni di tifosi comunque denominate». Un discorso circoscritto all’ordinamento italiano, certo, ma dopo i fatti di Varsavia è stato proprio il Ministero degli Esteri a frenare qualsiasi azione della Lazio: ormai non si parla più di calcio, ma di un vero e proprio caso diplomatico tra Italia e Polonia, ogni parola potrebbe compromettere tutto. Per questo la società non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, lo farà solo quando l’incubo sarà finito. La curva Nord intanto continua la raccolta di fondi per aiutare economicamente i ventidue di Varsavia, da privati cittadini hanno dato il loro contributo anche alcuni calciatori e dirigenti biancocelesti.