Klose:"Siamo tutti leader"
Tiranno d’Europa, bomber eterno, s’è avventato sul Pescara. E’ famelico, non si sazia, non gli basta mai: «Vogliamo vincere tutte le partite, è questo il nostro obiettivo. Non posso dire che conquisteremo il campionato, per adesso va bene così...». E’ un cannibale, ha segnato due gol su tre, ma non si placa: «Abbiamo una grande squadra, abbiamo tanti leader, vogliamo diventare ancora più forti tutti insieme. Io ho segnato, Hernanes ha segnato, contano solo i tre punti. Ma una squadra ancora più grande avrebbe realizzato quattro o cinque gol, bisogna ragionare così».
A QUOTA SEI - Due gol di Klose, altri due e il totale è salito a sei reti (cinque in campionato). Due gol, la quarta doppietta italiana, la seconda stagionale, aveva troppa fame, voleva il quarto e quinto. Miro era a digiuno da quattro partite, non era mai successo da quando gioca nella Lazio. S’è divorato il Pescara con due morsi, addentando la preda, infilandosi in area di rigore e saltando in cielo per insaccare di testa. Gamma balistica: una serpentina elegante, uno stacco imperioso, s’è ripreso ciò che aveva restituito a Napoli (il famoso e discusso gol di mano). Un’ovazione a ogni scatto, a ogni veronica. Due gol per rilanciare in orbita la Lazio, due gol per celebrare la nascita di una grande squadra. Una squadra che ha imparato a dare il colpo di grazia: «C’è una differenza su tutte rispetto al passato, l’anno scorso segnavamo una rete e spesso soffrivamo. Quest’anno sblocchiamo prima le partite e riusciamo a fare il secondo gol, così possiamo giocare con più tranquillità».
PETKOVIC - Sua altezza Klose non si sente l’unico leader, vuole che tutti lo siano. La Lazio di Petkovic lo ispira, lo mette nelle condizioni ideali per colpire, per migliorare i suoi record. E Vlado ha incassato nuovi complimenti da parte del tedesco, non è la prima volta che Miro gli rivolge elogi: «Petkovic fa tutto bene, anche in allenamento lavoriamo al meglio e questo è molto importante». Klose ha fame, raggiungerà la Germania, parteciperà alle sfide valide per le qualificazioni ai Mondiali 2014, poi rientrerà a Roma per sfidare il Milan sabato 20 ottobre: « L’anno scorso abbiamo vinto, vediamo quest’anno come andrà...». Klose non s’è mai accontentato in vita sua: «Il primo tempo è andato bene, il secondo di meno, avremmo potuto segnare di più contro il Pescara». Lui e Hernanes viaggiano allo stesso ritmo, giocano ad “acchiapparello”. Se segna uno, segna l’altro e viceversa. Bello così: «Sì, ma non siamo solo io e Hernanes i giocatori decisivi della Lazio, anche gli altri compagni lo sono, correndo e giocando al massimo. Gli attaccanti segnano e in difesa non prendiamo gol, questo per me è un aspetto davvero importante. Ci aiutiamo tutti per segnare e per non farci segnare». Klose coccolato dalla Lazio e applaudito dai tifosi del Pescara, in campo sa essere signore oltre che campione: «Bello, davvero bello ricevere applausi dai tifosi avversari, è una cosa che fa molto piacere».
GLI APPLAUSI - Il gesto di Napoli, quel gol restituito, ha fatto il giro del mondo, ha aumentato la sua popolarità. Nonostante la rivalità tra le tifoserie, il campione Klose è stato consacrato dal pubblico abruzzese: «Del gesto di Napoli se n’è parlato fuori, non ne ho parlato io», ha tagliato corto l’umile Miro. E’ in partenza, la sua Nazionale giocherà contro l’Irlanda e la Svezia nei prossimi giorni, il sempreverde Klose non può mancare, punta i Mondiali 2014, è un cannoniere infinito, non ne nascono tanti come lui: «Sono contento di andare in Nazionale e spero anche di segnare, per me è importante esserci, i gol arrivano da soli». S’era riposato giovedì sera in Europa: «Contro il Maribor non ho giocato, ho fatto due-tre buoni allenamenti per le gambe, questo mi ha aiutato molto». Riposato e affamato, così non vale...
Il Corriere dello Sport
Cittaceleste
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