Lazio, prima il Salisburgo poi il derby: adesso serve il miglior Sergej
ROMA - La Milinflessione non dipende certo dalle voci di mercato. «Non ci sto pensando affatto al mio futuro. Mentre ero infortunato, volevo solo tornare in campo il prima possibile. Ora che ho recuperato, sono concentrato sulle mie prestazioni e sull'obiettivo più importante: andare in Champions con la Lazio». Non conta come, è fondamentale lottare. Per questo Sergej ha ricominciato a sgomitare e pedalare. In molti lo considerano sottotono, ma gli 11 chilometri percorsi a Udine dimostrano che il serbo è solo in rodaggio. Tornato decisivo sui duelli aerei (4) e le palle recuperate (11), a Salisburgo e nel derby promette nuove stoccate: «Abbiamo raggiunto un buon risultato nella prima partita contro gli austriaci, nonostante i due gol subiti dopo alcuni nostri errori. Per fortuna però ne abbiamo segnati quattro e questo sarà un ottimo vantaggio in questo ritorno. La nostra fase realizzativa è l'arma in più». E allora anche Milinkovic deve ricominciare a timbrare il tabellino come un tempo.
Sergej-Milinkovic
Non segna addirittura dal 25 febbraio a Reggio Emilia, Sergej. Lì aveva sfornato l'ultima doppietta e raggiunto il nono centro in campionato. Nella gara successiva, con la Juve, era uscito malconcio e affaticato. In Europa aveva lasciato il segno a Bucarest soltanto con l'assist per Felipe l'8 marzo, in questa settimana deve rimettere sotto porta il turbo. Milinkovic è infatti l'amuleto delle trasferte (9 reti su 11 lontano dall'Olimpico, fra campionato e Coppa), ma anche uomo derby. L'anno scorso fece piangere la Roma, stavolta può lasciarla in coma. Anche perché questa, al di là dei suoi pensieri, potrebbe davvero essere l'ultima volta.
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