L’ora di Hernanes...
Il rossonero del Milan nel mirino, il verde-oro della Selecao sullo sfondo. Anderson Hernanes corre e suda a Formello con due chiodi fissi. Il primo è relativo alla sfida col Milan che attende la sua Lazio domani sera all’Olimpico «una di quelle partite – per dirla con parole sue – che vedranno in tutto il mondo, Brasile compreso…». L’altro chiodo fisso del Profeta porta sempre nella stessa direzione, verso quel Brasile così lontano ma sempre presente nei suoi pensieri. Specie sotto forma di nazionale. Della quale Hernanes ha fatto parte in maniera più o meno stabile da un paio d’anni a questa parte salvo uscirne negli ultimi mesi. La Selecao va riconquistata a tutti i costi. E partite come quella di domani col Milan possono essere in tal senso uno spot fondamentale per Hernanes. «Ma io sono tranquillo – minimizza il Profeta -. Il c.t. Menezes mi conosce bene. Credo di essere un giocatore da nazionale, per cui continuando a fare il mio dovere prima o poi sarà nuovamente chiamato».
Grazie, Petko Strano però che, dopo essere stato convocato anche nei momenti in cui alla Lazio stentava, venga ignorato ora che sta vivendo il momento migliore da quando è arrivato in Italia. «Effettivamente le cose stanno andando bene — conferma il centrocampista, autore finora di quattro gol in campionato ed uno in Europa League —. Molto dipende anche da una condizione fisica che è finalmente quella ottimale. Nelle ultime stagioni ho spesso sofferto di acciacchi vari: questo condizionava il mio rendimento. Ora invece ho voglia, forza e grande energia: in campo si vede». Una rinascita che, secondo Hernanes, ha un’origine ben definita: «Devo essere grato a Petkovic che mi ha aiutato tantissimo a ritrovare le motivazioni che avevo un po’ perso sul finire della scorsa stagione. Lui è uno che vuole vincere sempre, è un perfezionista. Questa mentalità fa sì che la squadra sia sempre motivata. E nel calcio senza motivazione non si va da nessuna parte».
Occhio al Milan
Domani sera all’Olimpico arriva il Milan e, in serate così, le motivazioni arrivano da sole. «Non so come finirà, ma sarà certamente un grande match — vaticina il Profeta —. Il Milan sta attraversando un momento difficile, ma non dobbiamo illuderci. E’ sempre una grande squadra ed ha giocatori che possono vincere da soli le partite». Resta il fatto che la Lazio arriva a questa sfida con i favori del pronostico, vista la classifica e il rendimento avuto finora dalle due squadre. «Da quando sono in Italia non era mai capitata una cosa del genere. Dovremo però fare molta attenzione, perché se scenderemo in campo pensando di essere superiori faremmo un grande errore. Dovremo essere invece molto concentrati, specie nelle battute iniziali del match: se partiremo bene avremo buone possibilità di vincere». Operazione già riuscita nell’ultimo Lazio-Milan giocato all’Olimpico. Il 1˚ febbraio scorso finì 2-0 per i biancocelesti e ad aprire le marcature fu proprio Hernanes. Che quando vede rossonero sfodera sempre prestazioni sopra le righe. Forse perché ancora deluso dall’essere stato sedotto e abbandonato dal club di Berlusconi. «Il Milan mi voleva? Non lo so (in realtà fu vicinissimo ai rossoneri nel 2009, ndr), so solo che ora sono alla Lazio e sono contento così». Ancora più contento se riuscirà a dimostrare di nuovo al Milan di essersi sbagliato sul suo conto.
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Simone Davide
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