Ancora Correa: è nata davvero una stella che mancherà all'ultima giornata
ROMA – Filtrante di Leiva, controllo di tacco a seguire e a smarcarsi in mezzo a due avversari, palla in diagonale, rete. Ecco il quarto gol di Correa in quattro gare nell'ultimo mese. Che rimpianto che non sia esploso sotto porta prima questo giocatore, ma per il futuro della Lazio con lui ne vedremo davvero delle belle.
STORIA
Ieri sera per lui tripudio e standing ovation, ma che rimpianto non aver avuto Correa così in forma per centrare prima pure la Champions. Ha sofferto inizialmente l'ambientamento, ma alla fine sono da record i numeri di questa prima stagione d'esordio: 9 gol e 10 assist. E sopratutto un trofeo com'è capitato a pochi nella storia biancoceleste: lui è l'ottavo, preceduto da illustri colleghi. Il primo è Maurilio Prini, poi in ordine cronologico, Vladimir Jugovic, Sergio Conceição, Christian Vieri, Diego Simeone, Claudio Lopez e infine Mauro Zarate. Peccato che Joaquin non potrà chiudere al meglio la stagione: era diffidato e il giallo di ieri gli costerà l'ultima gara col Toro.
NAZIONALE
Alla faccia di chi ancora non lo considera una stella, il ct Scaloni lo ha pure pre-convocato per l'Argentina. Glielo aveva predetto il padrino Veron all'Olimpico, lui che nel 2012 lo aveva fatto esordire con l'Estudiantes in campionato. La Samp lo aveva pagato 9 milioni, il Siviglia 13, la Lazio 16 (oltre a tre di bonus), ma solo adesso è davvero sbocciato con Inzaghi. E' il nuovo beniamino che può far dimenticare chi non ha più le motivazioni.
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