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Commovente Parolovunque: questo è lo spirito laziale

Parolo

Ha giocato da esterno, ha corso come un matto e propiziato l'autogol di Emre Can: "Per la Lazio giocherei pure in porta"

redazionecittaceleste

ROMA - E' stato il tormentone dei tre giorni prima della sfida con la Juve, Parolo sulla fascia. La prestazione di ieri è da applausi per corsa (12 km macinati) e dedizione lì a destra, risponde lui: “Perché per la Lazio giocherei pure in porta”.

Chiamatelo pure Parolovunque, ma solo e soltanto nel senso positivo del termine. Parolo sorprende pure fuori ruolo. E' sacrificato esterno, ma per un tempo mette paura ad Alex Sandro. Bellissimo il suo tiro parato da Szczesny con un miracolo. Sfiora pure di testa la palla del gol, anzi dell'autogol di Emre Can. E' il tocco di Parolo a trarlo in inganno. E allora, dopo una vita da mediano, Parolo può davvero vivere pure la seconda da esterno.  Incredibile Parolo, ha più facce del Diavolo. E pensare che venerdì scorso ha compiuto 34 anni di corsa, ha il fiato per un'altra spinta. In fondo è solo nel mezzo del cammin di nostra vita. A Napoli si ritrovò già catapultato a destra nella ripresa, con la Juve ha fatto una splendida doppietta. Non vai mai in pensione, Marco, nessuno riesce ancora a metterlo dietro al banco. Anzi, in panchina. Quella rinforzata in estate in mediana, proprio perché Parolo non poteva più tirare la carretta. Macché, questo è un highlander, ha la ricarica incorporata. A Frosinone aspettatevi un'altra accelerata.

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