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Inzaghi-Lotito, prosegue la guerra fredda

Inzaghi-Lotito, prosegue la guerra fredda

Entro martedì l’incontro della pace o dell’addio. Deve squillare il telefono del tecnico

di redazionecittaceleste

ROMA – Il futuro rimane incerto come il tempo di questo maggio. Lotito e Inzaghi restano in stand by. Il presidente battaglia in consiglio federale votando contro l’articolo 142 del nuovo codice di giustizia sportiva. “I problemi della Lazio si risolvono nelle sedi opportune e non per strada”, dice all’uscita di via Allegri. Simone, invece, aspetta ancora da un’altra parte della città un segnale.

Il viaggio negli Stati Uniti, come ormai è noto, ha deciso di posticiparlo di qualche giorno: lui e la famiglia prenderanno l’aereo martedì. Altri quattro giorni per trovare un’intesa che al momento non c’è. Già, ma c’è anche chi fa notare che la voce più forte che arriva da Milano vorrebbe l’ufficialità di Inzaghi sulla panchina rossonera proprio all’inizio della prossima settimana. Un affare del diavolo verrebbe da dire. Non è un mistero che il Milan abbiamo messo in cima alla lista dei nomi italiani proprio quello di Simone Inzaghi insieme a quello di Giampaolo. Qualche contatto tra le parti c’è stato. Non è un caso infatti che il presidente Lotito lunedì scorso, ritirando un premio al Circolo Aniene, abbia lanciato la frecciata: “Forse qualcuno avrà qualche aspirazione o appetito di qualcos’altro. Come si dice? L’erba del vicino è sempre più verde”. I rossoneri devono mettere in atto una rivoluzione e vorrebbero ripartire proprio dal fratello di SuperPippo. Un Milan giovane e che forse (dipenderà dalle decisioni della Uefa) non giocherà nemmeno l’Europa League. Una scelta a ribasso per Inzaghi? Non la considera così, anzi. L’idea di sposare un progetto in una grande piazza lo stimola. Simone sente di aver spremuto in questi tre anni la squadra e per restare alla Lazio chiede garanzie sul mercato. Interventi importanti e mirati. In diversi ruoli bisogna sostituire giocatori che probabilmente non hanno molto più da dare alla causa biancoceleste. Ecco perché Inzaghi avrebbe subordinato il rinnovo al mercato. Insomma prima gli acquisti e poi la firma.

I PROFILI
Lotito non ha molto gradito l’aut aut ed è per questo che sta lasciando il tecnico bollire nel proprio brodo. L’ultimo incontro risale ad una settimana fa. Poi più nessun faccia a faccia. Il numero uno biancoceleste è forte di quell’anno di contratto e del fatto che chi vorrà Simone dovrà necessariamente pagare. I rapporti con il Milan dell’amico Scaroni sono molto buoni. Una via d’uscita si può trovare. Intanto però Lotito sta lavorando anche a delle alternative. In pole sembra essere scattato Rino Gattuso. Sì, proprio il tecnico dimissionario dei rossoneri. Il suo profilo piace molto. Ha il giusto carisma per trascinare l’ambiente e il fascino di Campione del Mondo. Ringhio per ora non vuole pressioni. Per tre giorni starà a Capri ospite di Ancelotti. Vorrebbe andare ad allenare all’estero. Da sottovalutare la pista Liverani. Sondati anche De Zerbi e Giampaolo.

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