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Lazio, è giusto privarsi di questo Caicedo?

Caicedo in bilico, la Lazio valuta

di redazionecittaceleste

ROMA – Avvio in sordina, un maledetto pallonetto sotto il sole di Crotone dove si sono infranti i sogni Champions, poi il riscatto e l’ascesa fino alla nascita della brigata Caicedo che spavalda avanza nelle gerarchie della Lazio sotto le note di un romantico amami o faccio un Caicedo. La Pantera è diventato parte integrante della Lazio: e tatticamente e a livello di spogliatoio. Lo sa Simone Inzaghi che non si tira mai indietro e punta su di lui alla bisogna, come fatto ieri sera, partito titolare al fianco di Immobile per un problema muscolare di Correa. Nella debacle laziale sotto i colpi della Dea, Caicedo, si è comunque distinto con una prestazione degna di nota arricchita dal gol della bandiera e da un lavoro generoso in fase di ripiegamento. Non solo, nell’ambito della manovra il giocatore è stato quasi sempre coinvolto in qualità di boa, partecipando all’azione assai più di Immobile.

Ci chiediamo, dunque, ha senso vendere Caicedo? L’arrivo di Andreas Pereira non dovrebbe compromettere più di tanto le gerarchie: il brasiliano agirà prevalentemente come vice Luis Alberto ed andrà ad arricchire il parco dei centrocampisti in dote a Inzaghi. Può giocare anche come seconda punta, vero, ma vista la rosa sarà per lo più la mezzala il ruolo definito per l’ex Manchester United. Ed allora ecco che la presenza di Caicedo ha ancora ragion d’essere: potrebbe essere il quarto attaccante che completerà il reparto con Immobile, Correa e Muriqi (più Adekanye). Qualora dovesse restare, come forse avrebbe senso che sia, e come forse spera anche Inzaghi, un altro giocatore dovrà essere tagliato dalla lista Serie A: Lukaku (Lulic permettendo) ed Akpa Akpro tra gli indiziati. Amami o faccio un Caicedo un canto per chi non ne ha ancora abbastanza della Pantera.

Giovanni Manco

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