OGGI SI GIOCA – Klose-Djordjevic staffetta da Europa. Servono i gol, il campione del mondo freme

E’ una staffetta per l’Europa. Non conta chi inizia, servono i gol per continuare a scalare la classifica. Klose o Djordjevic? Si è riaperto il ballottaggio e questa volta il tedesco appare in vantaggio. Alla terza partita consecutiva in otto giorni, il cambio ci sta. Miro si aspettava di giocare…

di redazionecittaceleste

E’ una staffetta per l’Europa. Non conta chi inizia, servono i gol per continuare a scalare la classifica. Klose o Djordjevic? Si è riaperto il ballottaggio e questa volta il tedesco appare in vantaggio. Alla terza partita consecutiva in otto giorni, il cambio ci sta. Miro si aspettava di giocare al Bentegodi, Pioli potrebbe premiarlo questa sera. Un colloquio tra i due alla fine dell’allenamento di rifinitura ha chiuso il pomeriggio di Formello, circondato da diverse incertezze. Lulic ha dato la propria disponibilità, nonostante si trascini il ginocchio destro dolorante. Parolo non ha mai staccato la spina. Ledesma spera di rientrare, Cataldi è in rampa di lancio e il tecnico emiliano non ha escluso di cambiare, non credendo che tutti possano essere freschi, pronti e riposati. Ha anche pensato all’ipotesi alternativa del 4-2-3-1 con Mauri a ridosso della prima punta e Felipe Anderson largo a sinistra. Il capitano è pronto al rientro, il brasiliano si tiene pronto per il finale pieno di scatti e di allunghi. In fondo a tanti ragionamenti Pioli ripartirà dalle antiche certezze dalla linea mediana (Parolo-Biglia-Lulic) e dal 4-3-3 che meglio riesce a reggere ritmi alti e intensità di manovra. Energie fresche servono e allora Klose potrebbe essere preferito a Djordjevic, che di sicuro entrerà a partita in corso.

Ariete. La staffetta del gol servirà per stendere il Cagliari. Il campione del mondo freme. Pensava di sfidare il Verona sfruttando la scia d’entusiasmo per il gol decisivo realizzato al Torino. Otto giorni fa era entrato nel secondo tempo, dimostrando una brillantezza atletica mai vista quest’anno. Il segno di un rodaggio lento e ormai concluso a più di tre mesi dalla conclusione del Mondiale in Brasile, che ovviamente tra agosto e settembre gli aveva tolto energie nervose e forse voglia di soffrire. La panchina lo ha caricato e costretto a rimettersi in discussione. Pur avendo accettato il ruolo di alternativa di lusso, non di centravanti a tempo pieno e costretto a giocare anche in condizioni precarie, ha ancora voglia di recitare da protagonista. E questa è la migliore garanzia per la Lazio. Lo confortano i precedenti. Due gol di testa al Cagliari, uno al Sant’Elia su cross di Cisse (finì 3-0 per Reja) e un altro all’Olimpico su traversone di Candreva (2-0 per Petkovic). Il tedesco si era alzato dalla panchina per risolvere la partita dopo un primo tempo bruttissimo. Guadagnò il rigore trasformato da Candreva e poi raddoppiò. Era fine ottobre.

Ruolo. Oggi Klose conserva l’opportunismo e il fiuto del gol (lo ha dimostrato in mischia stendendo il Toro), ma frequenta meno di prima l’area di rigore. Gli piace scendere, rientrare a cercare il pallone dai centrocampisti. Pioli gli ha chiesto di essere presente nei sedici metri, di dare profondità all’attacco. Questo è uno dei motivi per cui ha spesso preferito Djordjevic, che non ha soltanto segnato cinque gol in tre partite ma è abituato a lottare per la squadra, a pressare la linea difensiva avversaria. Il serbo è rimasto a digiuno con Torino e Cagliari, spera ancora di giocare, entrerà per dare il cambio a Klose nella ripresa. Il tedesco deve saldare un altro conto: 7 presenze, appena 237 minuti in campo, solo due volte da titolare (con Milan e Udinese) e in entrambe le occasioni la Lazio ha perso. E’ ora di invertire la tendenza. (Corriere dello Sport)

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