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Romulo titolare, ha già superato Marusic anche nei numeri

Romulo titolare, ha già superato Marusic anche nei numeri

Sinora in 17 presenze a Genova l’italo-brasiliano aveva sfornato due assist e un gol. Il montenegrino in 20 presenze appena una rete e zero servizi ai compagni

di redazionecittaceleste

ROMA – E’ pronto a esordire dal primo minuto. Chissà se finalmente la Lazio risolverà con Romulo il problema sull’esterno. Sinora in 17 presenze a Genova l’italo-brasiliano aveva sfornato due assist e un gol.

Duttile, polivalente, ha scelto il numero 27. Ieri Romulo ha ultimato pure la seconda parte di visite mediche, poi si è presentato nella sua nuova veste: “E’ fantastico indossare questa maglia biancoceleste, a 31 anni è la mia rivincita dopo la Juve. Non sono riuscito a sfruttare quell’occasione in cui, per diversi problemi fisici, persi pure il mondiale nel mio momento migliore. Adesso non mi farò sfuggire quest’ultima che mi ha dato la Lazio, un grande club con una grande storia”. Ironia del destino, è anche la squadra a cui Romulo ha segnato di più in carriera (due gol come a Inter e Benevento), ma è rimasto impressionato quando da avversario l’ha affrontata o ammirata: “La Juve disputa un campionato a parte, eppure la Lazio l’ha dominata pur avendoci perso. Inzaghi la fa giocare da anni bene con un pressing alto e aggressivo. La formazione biancoceleste è un mix di esperienza e gioventù che gioca il miglior calcio in Italia”. Lo ha dimostrato anche in Coppa dove, nel giorno del suo acquisto, ha raggiunto la semifinale a San Siro. Adesso ci sarà andata e ritorno col Milan dell’ex compagno Piatek: “Lui è fortissimo dentro l’area, ma Immobile è forte anche fuori». Insomma, è più completo come Romulo: «Sono nato come interno, poi mi sono spostato sulla fascia. Per questo ruolo sono venuto qui e, quando mi ha chiamato Tare, ero entusiasta”.
TITOLARE
E’ proprio il diesse a introdurre in conferenza la new entry: “La nostra rosa era già competitiva, ma Romulo ci darà una grossa mano per la Champions”. L’italo-brasiliano sembra in effetti davvero motivato: “Non vedo l’ora di giocare il derby e vincerlo. Darò tutto me stesso per dimostrare il mio valore e raggiungere gli obiettivi della società. Per il quarto posto saranno fondamentali le ultime partite del campionato, perché siamo in tanti in corsa. Per questo la Lazio mi ha chiamato, perché bisognerà fare i conti eventualmente con gli infortuni e servono tante risorse alternative”. Già in questo momento c’è un po’ d’emergenza, anche se Marusic sembra in crescita sulla fascia destra: «Io mi sono ambientato subito, mi sento già a casa – spiega Romulo – perché già conoscevo i brasiliani (è grande amico di Leiva, ndr) e avevo giocato in Nazionale con Parolo e Immobile. Mi sento pronto per giocare”. E in effetti oggi sarà così, perché Inzaghi lo vuole già lanciare. E lui già nei numeri ha fatto meglio di Marusic (1 solo gol in Europa League e zero assist in 20 presenze fra campionato e Coppe) e si merita la maglia da titolare.

Cittaceleste.it

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