Strakosha paratutto, ma non la Coppa: "Mi dispiace per i tifosi"
ROMA - Para tutto, nonostante la sua porta alla fine sia in lutto: “Perdere una finale è bruttissimo per un calciatore – scrive su Instagram – Mi dispiace ancora di più aver perso davanti a questo pubblico che ci ha lasciato veramente senza parole. Complimenti a voi!”. L’ultimo ad arrendersi a una Juve micidiale è Thomas Strakosha in questa finale. Non può nulla sui tapin di Dani Alves e Bonucci, Wallace e gli altri lo lasciano solo e lui prende due tarallucci. Amari da ingoiare quando fai un partitone e riesci persino a non far segnare un campione. Dybala s’arrende con due siluri nel primo tempo, Higuain ci prova sino all’ultimo in tre occasioni. Pazzesche, in particolare, le parate ravvicinate sul Pipita: Strakosha diventa un millepiedi sui tapin dell’argentino. A volte è davvero strano il destino. Perché nell’altra porta c’è un tal Neto, che da un anno è indicato come primo alla Lazio e, grazie al palo di Keita al 6’, non paga alcun dazio. Forse però la prestazione di Thomas potrebbe significare più di una capanna a Formello: pian piano Strakosha ha costruito il suo futuro biancoceleste. Sempre più solido e per merito.
Strakosha
FUTUROLa Lazio cade, ma l’albanese può dunque restare a testa alta. Anzi ad alta quota - sottolinea ilMessaggero - nonostante gli ultimi scivoloni al Franchi. Ha preso la Scala a San Siro a settembre, Strakosha non scende più. Rimane in volo per la stagione che verrà, guai a farlo cadere dalle nuvole. Tare spinge per la conferma del pupillo albanese fra i pali, Lotito ci pensa e si convince sempre più. Anche contro la Juve riapre i guantoni, Thomas, per mettere al tappeto le ultime ombre: non solo Neto da Torino, ma anche Perin da Genova e Sirigu di ritorno dalla Spagna. Alla porta di Lotito continuano a bussare in tanti, lui prende tempo con i procuratori. Come aveva fatto invano anche a gennaio con Sportiello, finito poi alla Fiorentina. Deciderà tutto a fine stagione, ma anche stavolta sarà fondamentale il parere di chi ne capisce di più. Del dt Peruzzi, del preparatore Grigioni. Che ieri sera lo applaudiva. Almeno per lui nessuna vertigine, un altro buon segno per un debuttante. E’ diventato forse grande davvero, Strakosha: è franato, si è rialzato, alla fine davvero potrebbe essere premiato. Doveva farsi le ossa a Salerno la scorsa stagione, invece eccola d’improvviso in biancoceleste la sua consacrazione. Certo talvolta ha sbagliato, ma ultimamente con una difesa traballante, persino passivi peggiori li ha evitati. Adesso Inzaghi dovrà decidere cosa fare con Marchetti, in una stagione di nuovi infortuni e sparizioni ormai sono più che evidenti i suoi difetti: CONTINUA A LEGGERE
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