Lazio-Mantova | Le PAGELLE di Benedetti: "Ecco a voi la Lazio di Fabiani e Lotito"
MANDAS – Serata con troppe leggerezze. Tra i pali risponde presente quando viene chiamato in causa e porta a casa un paio di interventi utili, ma con i piedi commette errori evitabili. Alcuni rilanci sono troppo superficiali e rischiano di mettere in difficoltà una squadra già poco ordinata nella costruzione dal basso. In partite di questo tipo serve maggiore attenzione: può fare molto meglio. Sul gol poteva fare di più? Forse. VOTO: 5
MARUSIC – Una partita un po’ confusa, soprattutto quando la Lazio prova ad alzare il ritmo e gli chiede di accompagnare con maggiore continuità l’azione offensiva. Non commette errori particolarmente gravi e, dal punto di vista difensivo, riesce comunque a tenere la posizione. Dal suo lato, però, manca qualcosa nella fase di spinta: pochi cross realmente pericolosi e poca presenza negli ultimi metri. Fa il suo senza incidere. VOTO: 5
DOEKHI – La sensazione più evidente è quella di un difensore ancora troppo lento. Fatica quando deve correre all’indietro e soprattutto quando l’azione si sviluppa velocemente palla a terra. La cosa migliore della sua partita sono gli anticipi aerei: sui rinvii lunghi del portiere avversario legge bene la traiettoria e spesso riesce ad arrivare prima dell’attaccante. Per tutto il resto, però, il lavoro da fare è ancora parecchio. Deve crescere soprattutto nella rapidità delle letture e nei movimenti della linea. VOTO: 5
PROVSTGAARD – Partita complicata e, soprattutto, confusa. Il danese sembra spesso non avere riferimenti chiari intorno a sé e finisce per perdere quell’ordine che aveva mostrato in altre occasioni. Con Sarri era riuscito a trovare una posizione e una certa pulizia nelle scelte; stavolta, dentro una difesa che si muove male e senza grande coordinazione, va in difficoltà anche lui. Non è necessariamente il principale responsabile, ma viene trascinato nel disordine generale e non riesce mai davvero a prendere in mano il reparto. Sul gol, dorme. VOTO: 4
PEDRAZA – Male, anzi malissimo. È probabilmente una delle prestazioni più negative della serata. Sbaglia tantissimo quando la Lazio prova a ripartire, perde palloni e tempi di gioco e troppo spesso è costretto a rincorrere l’avversario dopo essere stato preso alle spalle. Anche nella metà campo offensiva il contributo è praticamente nullo: non arriva quasi mai sul fondo e non mette dentro nemmeno un cross realmente pericoloso. Da un giocatore con le sue caratteristiche ci si aspetta molto, molto di più. VOTO: 5
ROVELLA – Troppo disordinato e troppo nervoso. Dovrebbe essere il giocatore capace di dare ritmo e geometrie alla squadra, invece finisce spesso per farsi trascinare dalla confusione della partita. I passaggi non sono sempre puliti e manca quella lucidità necessaria per gestire i momenti più difficili. In più arriva un’ammonizione evitabile, presa con troppa ingenuità, che inevitabilmente lo condiziona per buona parte della gara. Da uno come lui serve maggiore personalità, ma soprattutto maggiore tranquillità. VOTO: 5
TAYLOR – Tra i peggiori in campo. Una partita nella quale è difficile trovare qualcosa da salvare. Non riesce mai a entrare realmente nel vivo del gioco e, soprattutto, dà spesso l’impressione di non sapere quale scelta fare una volta ricevuto il pallone. Pochi movimenti utili, nessun vero strappo e nessuna giocata capace di cambiare il ritmo della Lazio. Rimane ai margini della gara dall’inizio alla fine. Servirà tutt’altro Taylor nelle prossime settimane. VOTO: 5
DELE-BASHIRU – Il migliore della Lazio, anche se in una serata così non serviva probabilmente una prestazione eccezionale per emergere. Almeno mette corsa, intensità e voglia. Prova ad accompagnare l’azione, si propone e non smette mai di muoversi, anche quando intorno a lui la squadra sembra perdere completamente le distanze. Non tutto gli riesce, ma è uno dei pochi a dare la sensazione di voler cambiare qualcosa. In una Lazio piatta e poco brillante, il suo atteggiamento è quantomeno un segnale positivo. VOTO: 6
ZACCAGNI – L’inizio di stagione non parte nel migliore dei modi. Ci si aspetta che sia lui ad accendere la luce negli ultimi trenta metri, ma contro il Mantova riesce raramente a creare superiorità. Salta pochissimo l’uomo e, quando riceve sulla fascia, troppo spesso viene accompagnato verso l’esterno senza trovare lo spazio per fare male. Anche al tiro si vede pochissimo. Per qualità e responsabilità all’interno di questa squadra, deve essere necessariamente uno di quelli capaci di fare la differenza. Stavolta non ci riesce. VOTO: 5
DIA – Un disastro quasi continuo. Fatica a tenere un pallone, non riesce a far salire la squadra e negli ultimi metri non dà praticamente mai la sensazione di poter creare un pericolo. Lo scorso anno aveva fatto perdere la pazienza a Sarri soprattutto per quelle situazioni in cui, al momento della conclusione, finiva spesso a terra. Stavolta almeno rimane in piedi, ma il risultato non cambia: le giocate sono quasi sempre sbagliate e il peso offensivo è minimo. Una serata davvero difficile da salvare. VOTO: 4
CANCELLIERI – Almeno prova a inventarsi qualcosa, e questo gli va riconosciuto. Corre, cerca l’uno contro uno e tenta qualche iniziativa personale. Il problema è che il risultato finale resta quasi sempre lo stesso: tanto movimento, tanta buona volontà, ma pochissima concretezza. La sensazione continua a essere quella già vista nella passata stagione, quella di un giocatore che sembra sul punto di poter fare il salto di qualità ma che poi, al momento decisivo, non riesce mai davvero a completare la giocata. Il classico “vorrei, ma non posso”. E alla Lazio, ormai, serve qualcosa di più. VOTO: 5
FRATTESI – Gattuso lo manda dentro nonostante non abbia praticamente svolto la preparazione con il resto della squadra. Una scelta che racconta anche il momento della Lazio. Frattesi prova subito a dare qualcosa in più, soprattutto con i suoi inserimenti e con quella voglia di attaccare gli spazi che lo ha sempre contraddistinto. Ci mette energia e tenta di scuotere una squadra in evidente difficoltà, ma non può essere lui, appena arrivato e senza automatismi, a caricarsi sulle spalle tutti i problemi dei biancocelesti. Chiedergli di cambiare da solo il volto della Lazio sarebbe stato semplicemente troppo. VOTO: SV
RATKOV – Entra nella ripresa con il compito di dare maggiore peso all’attacco, ma il suo ingresso cambia pochissimo. Tocca pochi palloni, fatica a rendersi pericoloso dentro l’area e non riesce quasi mai a far salire la squadra. L’impatto sulla partita è minimo, per non dire nullo. Deve sicuramente crescere, ma serate del genere fanno sorgere inevitabilmente qualche dubbio. Se nella passata stagione Sarri gli aveva concesso così poco spazio, forse qualche motivo c’era. VOTO: sv
GATTUSO - Sarri, dunque, non era pazzo. La Lazio è una squadra scarsa. Costruita male, assortita peggio. Lotito e Fabiani a questo hanno ridotto la Prima squadra di Roma. Ad uscire contro il Mantova. Non è colpa di Gattuso, non è colpa dei calciatori. VOTO: 5
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