Città Celeste Partite Atalanta-Lazio, Colombo non sbaglia su Krstovic-Motta. Su Gila e Scalvini...
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Atalanta-Lazio, Colombo non sbaglia su Krstovic-Motta. Su Gila e Scalvini...

Stefania Palminteri
Gli avvenimenti da moviola nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Analizzata la prova del signor Colombo, arbitro della sezione di Como

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Primo tempo

A Bergamo, complice forse l'importanza della partita, succede poco e niente nel corso del primo tempo, in campo. Colombo gestisce, ma l'intensità dei contatti e del gioco lo mettono in difficoltà. Dopo appena dieci minuti di orologio, infatti, è generoso nel non sanzionare con un cartellino giallo un intervento in netto ritardo di Kolasinac.

Il bosniaco, infatti, rompe la linea difensiva e si sposta addirittura sul centro destra per stendere Zaccagni dopo un ottimo controllo. L'ex Arsenal, però, non può essere graziato, invece, al 30': fallo tattico ruvido su Cancellieri, ammonizione inevitabile. Severa, poi, la lettura su un intervento falloso proprio dell'ex Parma su Ederson: fallo, sicuramente, in ritardo, ma non così duro da giustificare il cartellino giallo estratto ai suoi danni. Troppo fiscale, infine, la segnalazione dei due minuti di recupero.

Secondo tempo

La ripresa si apre con la panchina dell'Atalanta non particolarmente contenta - eufemismo - per un fallo duro di Patric ai danni di Bernasconi, poi costretto al cambio con Bellanova, propriamente a causa dei dolori causati dall'intervento dello spagnolo. Un teatrino proseguito addirittura fino al 76'.

A pagare, alla fine, sono stati sia Palladino che Sarri con un'ammonizione, nonostante il diverbio sia scaturito solo dalle lamentele della panchina nerazzurra. Prima, però, due sliding doors: Ederson porterebbe in vantaggio la Dea, ma la Lazio è fortunata. Krstovic commette nettamente fallo su Motta in presa a terra, ma solo dopo un tocco sospetto con il braccio di Gila.

L'apertura dell'arto fa discutere, ma ciò che conta è il concetto di auto-giocata: il rinvio non riuscito con la gamba è considerabile tanto e, come codificato, non è calcio di rigore. Corretto e puntuale il richiamo a On-Field review per l'arbitro da parte della coppia Var Abisso-Maresca. Lo stesso metro viene applicato anche sul rigore non concesso alla Lazio pochi minuti dopo: Scalvini cerca un controllo e tocca il pallone con la mano sinistra. Nonostante le lamentele di Noslin, un'interpretazione che ci può stare, vedendo il metro di giudizio. Nulla da segnalare sui due gol che al termine dei tempi regolamentari hanno portato la partita sull'1-1.

Supplementari

Anche dopo il termine dei tempi regolamentari c'è spazio per episodi arbitrali degni di noti. Raspadori infila Motta e fa 2-1 su assist di Zappacosta. L'esterno ex Roma, però, partiva da posizione di fuorigioco sull'imbeccata perfetta di De Ketelaere col mancino. Colombo viene nuovamente salvato dal Var, così come il primo assistente, Imperiale, che non nota almeno tre quarti della figura di Zappacosta oltre la linea difensiva biancoceleste.

Nel corso del secondo tempo supplementare, complice la stanchezza, il lavoro per Colombo e il resto della squadra arbitrale diminuisce decisamente. Da segnalare solo l'ammonizione corretta a Scamacca per un fallo sulla propria trequarti difensiva ai danni di Pedro, così come quella comminata a Lazzari per un fallo tattico vistoso ai danni di Zappacosta.