Città Celeste Partite Roma-Lazio, Sarri: "Presenza in panchina? La mia era una provocazione. La Lega..."
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Roma-Lazio, Sarri: "Presenza in panchina? La mia era una provocazione. La Lega..."

Stefania Palminteri
Le parole del tecnico biancoceleste, intervenuto ai microfoni di Dazn prima del fischio d'inizio del derby contro la Roma

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Roma e Lazio sono pronte ad affrontarsi nel derby di campionato, in programma alle ore 12. Prima del fischio d'inizio della gara, mister Sarri è intervenuto ai microfoni ufficiali di Dazn. Queste le sue parole:

"Ruolo dei giocatori nel farmi cambiare idea? Chiaro che la mia era solo una provocazione, poi i giocatori lasciati soli in questa bolgia non ce li avrei mandati mai, ho troppo rispetto nei confronti dei miei giocatori. È solamente un'esprimere una mia opinione sulla Lega che secondo me non sta gestendo al meglio il nostro campionato, non sta gestendo al meglio il nostro prodotto che è già un campionato in difficoltà di suo e non sto parlando pro Sarri, non sto parlando pro Lazio chiaramente, sto parlando pro calcio.

Oggi era una giornata in cui cinque squadre si giocano una partita che vale 70-80 milioni, quindi una giornata su cui confezionare un prodotto che ci potrebbe un po' far risalire nell'opinione pubblica mondiale, invece si fa una partita a mezzogiorno che non è esattamente la stessa cosa, non è esattamente lo stesso prodotto. Due derby di Roma giocati uno a mezzogiorno e mezza a 35 gradi all'ombra e uno giocato a fine maggio oggi a mezzogiorno.

Se vedi il campionato primavera, la Lazio la prima partita l'ha fatta il 16 d'agosto a mezzogiorno, nessuno voleva andare in campo e nessuno è andato in tribuna; l'ultima partita si è fatta di venerdì alle undici e la tribuna chiaramente era vuota: non si può pretendere che ragazzi che giocano in questo contesto dopo sei mesi siano pronti per entrare a San Siro.

Sto parlando solo per il bene del calcio, il bene della Lazio ce lo dobbiamo fare da soli, non è che se oggi facciamo una brutta partita è colpa della Lega, assolutamente, non voglio dire questo. Però, chiaramente, anche da quello che si è visto nell'ultima settimana mostra una certa incapacità di gestire al meglio il calcio italiano: troppi esperti di politica sportiva e nessun esperto di calcio, se parli con queste persone con le quali io non ho assolutamente niente, ti rendi conto che non conoscono il profumo dell'erba e non sanno se è calcio, per loro giocare a mezzogiorno o giocare la sera è uguale, ma il calcio è un'altra cosa. Quindi: meno esperti di politica sportiva e più gente di calcio".