Decima sconfitta stagionale per i giovani biancocelesti
GENOVA - Niente da fare per la Primavera biancoceleste. I ragazzi di Bonatti escono a mani vuote dalla trasferta di Genova incassando il decimo stop della loro travagliata stagione. E pensare che erano stati giovani aquilotti ad andare in vantaggio per primi, nonostante le numerose assenze (in nove hanno saltato la sfida con il Genoa).
TUTTO NELLA RIPRESA
Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, dove il Genoa ha fatto la partita e la Lazio ha tentato di chiudersi e ripartire - l'occasione più ghiotta è stata per i padroni di casa, con il colpo di testa di Salcedo -, nella ripresa sono arrivate le reti. Malgrado la sofferenza sono stati i biancocelesti di Bonatti a passare in vantaggio con un colpo di testa del numero 10 Javorcic, imbeccato su punizione da un suggerimento preciso di Miceli. Ma lo 0-1 è durato appena dieci minuti, infatti con i gol di Picardo prima e di Micovschi poi il Genoa ha rimesso avanti la testa, facendo passare gli aquilotti dalle stelle alle stalle nel vero senso della parola. A nulla sono serviti i tentativi, un po' confusi per la verità, di agguantare il pareggio per la Lazio, che alla fine si è dovuta arrendere ad una nuova sconfitta. Bonatti non riesce a vincere da due mesi e, alla quarta sconfitta di fila, ora rischia seriamente la panchina.
Proprio il tecnico della Primavera è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel: “Uscire dal campo e sentirsi dire dal loro tecnico che ci vuole anche un po’ di fortuna descrive bene il nostro pomeriggio. Abbiamo fatto una buona partita sfruttando diversi sistemi di gioco, l’avevo preparata per sfruttare gli sviluppi centrali. L’abbiamo sbloccata ancora su palla inattiva, poi la serie di rimpalli sul secondo gol fotografa alla perfezione il nostro momento. Anche altre squadre hanno difficoltà, ma dobbiamo metterci qualcosa in più. Ce la giochiamo sempre alla pari, serve quel pizzico in più per fare la differenza. Erano passati al 4-3-3 e ho cercato di bloccare la spinta di Oprut, allargando le loro maglie. Al Hassan ha avuto poco tempo. Avevamo tante assenze, compresi Sarac e Abukar. Chi non c’è non è disponibile per diversi motivi. Siamo sempre qui a recriminare per quel quid che ci manca e dobbiamo ritrovare dentro di noi. Da sei mesi lavoriamo sugli sviluppi offensivi, abbiamo delle carenze da compensare. Abbiamo fatto 19 gol di cui 9 su palla inattiva. Manchiamo in fase realizzativa, soprattutto alla luce di quello che produciamo. L’occasione di Lukaj per raddoppiare ne è lo specchio, serve un pizzico di determinazione in più. Arretrare Miceli nasce per creare degli sviluppi centrali visto che Salcedo bloccava Kalaj, liberando i difensori laterali. Non siamo stati puliti nel servire gli smarcamenti di Aliaj e Javorcic, a quattro avremmo rischiato di palleggiare poco. Sul primo gol abbiamo concesso un traversone da metà campo, bisogna accettare di perdere la qualcosa. Con il rientro di Silva potremo valutare altre soluzioni, non sono ancorato a un unico sistema di gioco. La Fiorentina? Non ricordo partite che non siano state complicate. Abbiamo le nostre idee e il nostro spirito al di là del valore dell’avversario. Dobbiamo cercare di fare punti contro chiunque, ogni partita che passa è un’opportunità persa per risalire la classifica”.
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