Serie A, Di Canio: “I calciatori devono sacrificarsi, io starei in ritiro anche 60 giorni”

L’ex attaccante della Lazio si esprime sull’eventuale ripresa del campionato e sulla posizione dei calciatori

di redazionecittaceleste

Serie A

ROMA – Si è acceso il dibattito a Sky fra Di Canio, Capello e Bergomi in merito alla ripresa del campionato e alla condizione dei calciatori. L’ex attaccante della Lazio ha dichiarato: “Non si possono dare tutte le responsabilità al medico, magari per un errore banale da parte di un giocatore. I calciatori sono super atleti, ma molte volte hanno una testa più fragile di noi. In ritiro io ci sarei andato di corsa, anche per 60 giorni. Per fare ciò che ho sempre sognato di fare da bambino, e considerando la mia importanza dal punto di vista sociale. Le persone non avranno mai rischio zero. Da domani io posso andare in giro in modo più libero, qualche leggerezza ci sarà, è inevitabile. Se non vogliono giocare, non devono più andare in giro a fare grigliate con gli amici. Se non c’è il vaccino, a settembre sarà uguale. Capello risponde: “Ma non ci pensiamo a quelli che stanno perdendo il lavoro o a quelli in cassa integrazione? Cosa sono 40 giorni di sacrificio?”. Chiude il discorso Bergomi: “E’ demagogico, ti prendi gli applausi ma non è giusto”.

 

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