ESCLUSIVA – Mancini: “Mi piacerebbe allenare all’estero. Inzaghi, che bravo!”

ESCLUSIVA – Mancini: “Mi piacerebbe allenare all’estero. Inzaghi, che bravo!”

La Lazio, l’Inter, il suo futuro: ecco le dichiarazioni dell’ex giocatore e allenatore biancoceleste

ROMA – In esclusiva ai microfoni di Radio Incontro Olympia, Roberto Mancini ha parlato di tanti temi.

All’inizio dell’intervista, gli è stata fatta ascoltare la telecronaca della finale di Coppa delle Coppe del 1999, Lazio-Maiorca, vinta dai biancocelesti. A riguardo, Mancini ha detto: “Senza di me dove andavate? Non sapevate neanche la strada per andare a Birmingham. (ride ndr). Ricordo bellissimo, quando si ricordano le vittorie sono ricordi molto belli. Era una squadra molto forte. In quegli anni lì noi, la Roma l’anno dopo, avevamo una rosa di giocatori straordinari.

L’anno sabbatico? Finirà quando troverò una squadra. Le cose succedono da un momento all’altro, magari domani potrei trovare un accordo. Le cose possono accadere all’improvviso.

Il mio passato a Lazio e Samp? Vincere con squadre che non vincono da tanto tempo è speciale, nel cuore dei tifosi ci rimani per forza, è una cosa bella. Quando ero alla Samp ho avuto la possibilità di andare alla Juve, ma poi non se ne è fatto niente. Cragnotti fu veloce nel prendere le decisioni, così andai alla Lazio.

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Io al Genoa? Ho battuti tanti record alla Samp, non scherziamo. Io alla Roma? Credo che prenderà un altro allenatore, ho avuto occasioni di andare alla Roma da calciatore. Non ho niente contro la Roma, io rispettavo loro e loro rispettavano me, anche da calciatore. Non ho mai incontrato nessun dirigente della Roma. Spero in un’altra opportunità all’estero, per vivere un’avventura diversa, scoprire una nuova cultura. Mi piacerebbe allenare in Bundesliga.

Di nuovo all’Inter? In nerazzurro non c’erano più le basi per andare avanti. Io parlavo, loro non mi capivano. Io ho una mia dignità, non potevo accettare quello che stavano facendo. Poi, nella vita non si sa mai, può accadere qualsiasi cosa… I proprietari attuali mi avevano fatto un’offerta di tre anni per rimanere, ma c’era caos, non si sapeva con chi parlare, era difficile poter far la squadra. E mi dispiace, perché la squadra aveva fatto un lavoro ottimo, e quest’anno sarebbe arrivata almeno tra le prime tre. Chi prenderà i giocatori dell’Inter farà grandi affari.

La Lazio di oggi? Mi piacciono Keita e Milinkovic. Anderson? Credo possa fare molto di più, due anni fa ha fatto un grande campionato. Mi piace anche Biglia. Ma quelli che mi piacciono di più sono Keita e Milinkovic”.

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Ancora sulla Roma: “Non posso sbilanciarmi adesso, Capello disse che non sarebbe mai andato alla Juve”.

Il campionato? E’ finito, ha vinto al Juve. Il calo dei bianconeri è normale. La Roma se ci avesse creduto e se non avesse perso troppi punti, avrebbe potuto lottare per il primo posto, anche più del Napoli.

La Juve è una società che programma, la chiave è questa. Fa le cose per bene, le altre dovrebbero imitarla, solo allora potrebbero tornare a competere. Il Napoli? Gioca bene, però nonostante i goal sono arrivati prima secondi, e quest’anno terzi. Punto debole della Juve? Ne ha, non è imbattibile. La finale di Champions? E’ una finale, sono due grandi squadre. La Juve difende bene, il Real è una macchina da goal con una difesa che qualcosa concede. E’ una partita aperta. Inzaghi? E’ bravo, è all’inizio, ha un grande futuro davanti. Sono felice per lui, ha fatto un bel lavoro quest’anno. E’ un ragazzo che avevo spinto per avere alla Lazio, dopo che andò via Vieri. Sono le cose strane del calcio…

Il Milan armata brancaleone? Non credo, il Milan è un grande club, ha vinto cinque coppe di campioni con Berlusconi. Questo è un momento particolare, c’è un passaggio di proprietà. Conosco Fassone e Mirabelli, sono due persone competenti e per bene. Faranno un buon lavoro. E’ chiaro, ci vorrà un po’ di tempo. Bisogna avere pazienza.

Papa Francesco contro Medjugorje? Non credo, Medjugorje è una storia che va avanti da una vita… Ci sono stato quattro volte, sono andato per curiosità la prima volta. Mi sono sentito bene, ho vissuto giorni splendidi. Ho conosciuto tante persone. Ti affezioni, senti che c’è qualcosa di speciale. Ci sono tornato perché mi sono trovato bene, per passare dei giorni in santa pace. Lì si capiscono tante cose, apprezzi certe situazioni in un modo migliore. Vado lì come vado in chiesa. Per me è un posto speciale, ma non credo che il Papa, che io ammiro, faccia qualcosa contro Medjugorje”.

Oggi anche un altro ex biancoceleste ha parlato della Lazio, dicendo che gli manca sempre di più: CONTINUA A LEGGERE

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