ESCLUSIVA Radio Incontro – Giudice antimafia Ayala: “Non sono un supereroe, la mafia si può sconfiggere. Domenica vince la Lazio”

ESCLUSIVA Radio Incontro – Giudice antimafia Ayala: “Non sono un supereroe, la mafia si può sconfiggere. Domenica vince la Lazio”

Ultima ora

ROMA – Il Giudice antimafia Giuseppe Ayala è intervenuto a Radio Incontro Olympia:

PALERMO-LAZIO – “Io sono un tifoso del Palermo. Quest’anno siamo messi male, rischiamo la Serie B. Io spesso andavo in trasferta a sostenere i miei colori. Molti tifosi ce l’hanno a morte con Zamparini, io non concordo. Sono dieci anni che viviamo grandi emozioni, da noi sono passati grandi campioni come Cavani e Dybala. Zamparini ha mollato, ma deve uscire dalla scena in modo trionfante. Domenica perdiamo 2-0.

LA MAFIA – La mafia è un cancro, ma non è una malattia incurabile. La mafia non è stata sconfitta, ma i colpi duri l’ha ricevuti, anche dopo il maxiprocesso. Se riuscissimo a contenere l’illegalità, l’Italia diventerebbe un paese ricco. Tutti i miliardi gestiti dalla mafia finirebbero nelle tasche degli italiani.

GIOVANNI FALCONE – Io ho lavorato con Falcone per 10 anni, mentre con Borsellino di meno, ma sono sempre rimasto in contatto. Falcone per me è stato un fratello, mi cambiò la vita. Lui ripose molta fiducia in me, e questo aumentò la mia autostima. Una volta Giovanni disse a Cossiga: “Non si dimentichi di Ayala, ho molta fiducia in lui”. Venni a sapere di queste sue parole al Presidente della Repubblica dopo la sua morte. Falcone cambiò il modo di combattere la mafia. Prima c’era molta corruzione nei palazzi e tanti addirittura credevano, o facevano finta, che la mafia non esistesse. Il CSM dopo che attaccò il lavoro di Falcone se la prese anche con me. Risposi che non avevo scheletri nell’armadio e che non avevo niente da farmi rimproverare. Cossiga mi difese, disse che non me lo meritavo e che ero un ottimo servitore dello Stato. Quando morì Lima incontrai Falcone e Borsellino per parlare dell’accaduto. Falcone disse: “Da questo momento può succederci qualsiasi cosa”. Era convinto che sarebbe morto.

IO UN SUPEREROE? – Io un supereroe? No. Ho detto più volte che non siamo stati degli eroi, eravamo degli uomini che avevano fatto una scelta. Non ci siamo mai tirati indietro. Cosa Nostra la combattono gli uomini, non gli eroi. Questo paese non può andare avanti così, e non possiamo prendercela sempre con la classe politica. Dobbiamo fare un po’ di autocritica. Vi insegno una cosa, per capire una città bisogna vedere il traffico. Il traffico di Roma è diverso da quello di Palermo. A Roma è caotico, tutti vanno di fretta. A Palermo la gente si ferma per parlare con un amico, ma la gente dietro non suona perché sanno che funziona così.

LA SCORTA – Cosa vuol dire vivere con una scorta? E’ una cosa che non auguro a nessuno, ho avuto questo problema per 20 anni. Sono riuscito dopo tanto tempo a farmela togliere, perché nessuno voleva prendersi la responsabilità. Era ormai diventata una normalità andare in giro con la scorta, e il problema cadeva sui figli. Quando erano ragazzi non li portavo mai con me, perché avevo paura. Pensavo di aver rovinato il rapporto con loro. Mio figlio però, durante un’intervista, disse che era orgloglioso di me. Capii che avevo sbagliato a pensare quelle cose.

REFERENDUM 4 DICEMBRE – I giudici si stanno schierando sul Referendum. Ci fu un precedente sul Referendum del 2006. Tanti si schierarono, e io dissi che non si poteva fare. Io non direi nulla. Il 4 dicembre voterò si. Montanelli diceva: “Mi turo il naso e voto Dc”. Oggi è la stessa cosa”. Intanto Biglia è intervenuto ai microfoni di Lazio Style >>> CONTINUA A LEGGERE

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy