ROMA - Dopo Caceres, Lucas Leiva e Luiz Felipe, oggi è il turno di Inzaghi: l'allenatore biancoceleste, in occasione dell'appuntamento "La Lazio nelle scuole", parlerà con gli studenti e risponderà alle loro domande. Presenti anche Nani, Di Gennaro, Crecco e Diaconale.
Inzaghi: "Siamo molto contenti di essere qui. A un bambino come voi direi di avvicinarsi al calcio perché lo sport è bello e importante. Io mi divertivo con mio fratello Pippo da piccolo, avevamo buone qualità e abbiamo continuato. Siamo riusciti a diplomarci tutti e due, siamo due ragionieri. Ma abbiamo fatto carriera nel mondo del calcio. Gli studi sono importanti, all'inizio con il pallone bisogna divertirsi. Come facciamo a mantenere la calma con gli errori arbitrali? Quest'anno è stato difficile, ma dobbiamo guardare avanti. Tutti lo hanno visto, siamo stati penalizzati. Non penso alla malafede, abbiamo ottimi arbitri, siamo stati sfortunati. Dovremo rimanere concentrati. Il nostro cammino? Stiamo giocando molto tra campionato ed Europa. Il calendario è diventato più intenso. Quando non ci occupiamo del nostro lavoro pensiamo alle famiglie. Riesco a fare il padre nel migliore dei modi. Le esclusioni? A me è capitato negli ultimi anni di giocare meno. Nel calcio è normale. Io da allenatore cerco di coinvolgerli tutti. Ho dei ragazzi straordinari, tutti aiutano la squadra. Un allenatore deve dialogare con i calciatori. Da giocatore, se avevo qualche problema, con educazione andavo a parlare con il mister. Ho sempre trovato massima disponibilità dagli allenatori. Siamo costretti a fare delle scelte, poi è normale, se vinci sei forte se non vinci meno. Io cerco di avere un buon rapporto con i miei ragazzi, qualcuno durante la stagione mi ha chiesto delle motivazioni e io le ho date". Una ragazza sorda chiede se anche una come lei possa fare carriera nel calcio. Il mister: "Non mi è mai capitato di giocare con qualcuno con un limite del genere in campo. Non ci sarebbero problemi, con degli aiuti si può fare tutto".
Di Gennaro: "I nuovi vengono accolti bene, durante le cene cantiamo una canzone nel ritiro per rompere il ghiaccio. Casi di razzismo? Sono una brutta macchia. Il calcio è contro il razzismo, ma a volte ci sono episodi del genere, anche in Italia. E' un peccato, ma tutti noi cerchiamo di trasmettere un messaggio contro il razzismo. Noi calciatori siamo privilegiati, dobbiamo essere da esempio per i bambini. Liti nella squadra? Serve rapporto reciproco e armonia".
Nani: "Il fair play? E' importante nel calcio, si gioca meglio. Dovrebbe esserci sempre anche per insegnarlo ai bambini. Deve essere uno sport non violento. E' una priorità. I momenti difficili per i giocatori? Ci sono, ma la famiglia ti può aiutare. Regolamento interno? Ci sono delle norme da rispettare, la più tosta è la puntualità. Le regole sono importanti per la squadra, così si dimostra il carattere. Il rapporto con i tifosi? C'è un ottimo rapporto. Sono arrivato quest'anno e non ho avuto tanta opportunità di giocare e di dare gioie ai sostenitori. Vorrebbero di più da me. Devono restare con noi, è importante. La Lazio è fortunata, i tifosi biancocelesti si fanno sentire e spesso vinciamo grazie a loro".
Crecco: "L'amicizia nel calcio? Una volta che affronti un tuo amico non ci sta più. La lontananza dalla famiglia? Pesa, nel calcio ti ci devi abituare. Se ci sta un leader nel gruppo? Non ci sta un comandante, ma sicuramente Radu per me è come un padre. Io prendo spunto da lui e da Leiva".
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