ESCLUSIVA – Caos panchina, Lotito: “Rimane Inzaghi? Ma che ne so io”. E Prandelli mette il turbo – VIDEO

ESCLUSIVA – Caos panchina, Lotito: “Rimane Inzaghi? Ma che ne so io”. E Prandelli mette il turbo – VIDEO

Ormai è volata a due per il nuovo allenatore biancoceleste. L’ex Ct è in pole position

Lotito

di ALBERTO ABBATE e RAMONA MARCONI

ROMA – E’ iniziato il conto alla rovescia, dopo la promessa di Tare: “Alla fine della prossima settimana faremo chiarezza sull’allenatore”. Due sono le interpretazioni: a) la Lazio ha già in mano un accordo, ma non si capisce perché rimandi l’ufficialità; b) a 7 giorni dall’annuncio, le idee non sono chiare e sarebbe gravissimo. Le parole del diesse biancoceleste, che tagliano definitivamente dalla lista Sampaoli, sapevano d’addio persino per Inzaghi, invece Lotito conferma il caos totale nella sua testa: “Rimane Inzaghi? Ma che ne so io”, ha risposto ieri sera dopo la finale di Coppa Italia in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste. Prima di lasciarsi andare allo sfogo: “Io non ne posso proprio più di questo ambiente”.

CASTING – Sul fronte allenatori, la Lazio continua a sondare diversi profili, ma molti sono già out: Ventura è ormai in Nazionale con Mihajlovic al suo posto a Torino, proposto Gasperini dall’amico Preziosi (che ha già l’accordo con Juric), Ferrero sembra aver blindato Montella, Maran del Chievo non è pronto per Roma. Dall’Inghilterra ora rilanciano la candidatura di Di Matteo, già preso in considerazione da Lotito all’epoca di Petkovic, per il dopo-Reja. Allora però l’ex biancoceleste, fresco vincitore della Champions col Chelsea, non aveva convinto il presidente. Che invece rimane sempre orientato a dare questa benedetta panchina a Prandelli. E’ l’ex Ct l’uomo ormai da settimane, mesi in pole per dopo-Pioli, sempre che quest’ultimo s’accasi in fretta altrove e rinuncia al milione biancoceleste di stipendio. Forse è qui il vero nodo.

LOTITO

Lotito e il presidente della Lega, Maurizio Berretta

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FAVORITO – Date a Cesare quel che vorrebbe Cesare. Nella capitale c’è già stato di passaggio. Una breve visita d’un paio di mesi a Trigoria, nel 2004, prima di lasciare la panchina a Voeller per tornare al capezzale della moglie Manuela, scomparsa poi nel novembre di quello stesso anno. Prandelli torna ad annusare Roma, perché ora tutte le strade portano alla Lazio. Lui aspetta da mesi alla cornetta, ha chiamato di continuo Lotito: “Certo che accetterei. È una grande squadra e una grande società. C’è un presidente che sa cosa vuole fare ed è molto attento a tutto e quindi saprà scegliere in maniera autonoma, soprattutto saprà scegliere la persona giusta per una squadra che ha in mente. Mi sembra che, a Formello, chiunque arrivi debba solo allenare, senza pensare a nient’altro. Quindi è un buon segnale”. Più di questo, cosa volete che dica? Un’ulteriore apertura: “E’ chiaro che le grandi squadre e le grandi società sono sempre per un allenatore un punto di riferimento”. Prandelli esce allo scoperto. C’è chi dice che il problema sia un ingaggio troppo alto, lui ce lo smentisce: “Parliamone, ci metteremmo subito d’accordo”. Superabile anche il nodo legato al lungo staff tecnico (7 elementi), Cesare potrebbe accorciarlo a 4. Da mesi in Figc, un ambiente tanto caro a Lotito, circola il suo nome per la panchina biancoceleste. A novembre Prandelli poteva essere già il sostituto di Pioli: “Ma c’era stato soltanto un sondaggio molto, ma molto indiretto. Nulla di più dopo, sino a ora”. Ora è la volta buona.

Cittaceleste.it

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