Lazio, la panchina è sempre corta. Qual è la colpa d’Inzaghi?

Lazio, la panchina è sempre corta. Qual è la colpa d’Inzaghi?

Il tecnico utilizza sempre gli stessi, ma deve fare di necessità (creata dalla società) virtù

ROMA – Si schianta sul Napoli, la Lazio. E adesso dal burrone si alza il solito polverone: dov’è la panchina biancoceleste? Senza 4 titolarissimi, Inzaghi può far poco. Si gira e non trova nulla, si volta e alle sue spalle ritrova zero punti con le prime tre in classifica. Si chiude così la striscia di 8 risultati utili in campionato (6 vittorie e 2 pareggi) dei biancocelesti, con Simoncino che non riesce ad eguagliare il suo record di 9 partite senza sconfitta (6 vittorie e 3 pareggi tra settembre e novembre). La verità è che manca fiato e ossigeno per alzare l’asticella e pensare davvero – a mente lucida – alla Champions. Era inevitabile il calo fisico con tre big match consecutivi, ecco cosa dovrà migliorare nel prossimo mercato (in assenza di quello di gennaio) la società per provare a crederci e non solo a sognare.

RISERVE – Qualcuno oggi se la prende di nuovo col tecnico, soprattutto per i cambi ritardati e l’atteggiamento iniziale rinunciatario. Ma cosa si può dire davvero a Simone? Che è meglio giocare col discontinuo Keita, forse, piuttosto che guardarlo in panchina. Non foss’altro perché ormai chi entra, a meno che non sia un esterno che deve correre e crossare, tipo Lukaku o Patric, in questi schemi è fuori contesto. Ma vi ricordate di Djordjevic col Chievo oppure col Cagliari andare a pestare i piedi a Immobile, prender palla a centrocampo senza sapere che farci? E, sempre al Sant’Elia, Luis Alberto tirare in porta come neanche in allenamento e lanciare nel recupero un Immobile distrutto dalla fatica sulla fascia?

DIFFERENZE – Cosa poteva fare davvero Inzaghi col Napoli? Se hai Marchetti, de Vrij, Biglia e Lulic ai box e non hai alternative? Se Immobile e a Felipe sono ingabbiati? Murgia ha due gare in A, è un regista adattato, davvero si pensava potesse sostituire Biglia con i partenopei? Parolo rientrava dalla squalifica nel derby, ma il riposo vero gli manca da una vita. Direte: ma come fanno i giocatori a essere stanchi se non fanno neanche le coppe europee? Beh, Sarri le ha fatte con due squadre: ieri in panchina Zielinski, Rog, Diawara, Pavoletti e Milik, tanto per dire. Inzaghi ieri aveva Crecco, Lombardi e Cardoselli. Ora restano sette partite di campionato più la finale di Coppa Italia e Dio riporti e conservi i titolari fino alla fine. Abbattersi o deprimersi non avrebbe senso. Lasciamo che Inzaghi capisca che, se serve una mano, è meglio che sia lui a togliersi giacca e cravatta. E a correre con Immobile come nel derby: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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