Brindisi di squadra: la Lazio torna in Europa

Brindisi di squadra: la Lazio torna in Europa

La Lazio conquista il quarto posto. Apre le danze il solito Keita, al quattordicesimo centro

ROMA – Più lo mandi giù, più ti tira su. Keitinha è come champagne per brindare all’Europa, non solo a quest’incontro. Effervescente e devastante insieme a tutta la Lazio. Samp in ginocchio dopo due minuti, segna ancora lui. Indice alto, testa e ghigno all’insù, quattordicesimo centro, il sesto nelle ultime tre partite. Milinkovic lo lancia, il Balde giovanotto trafigge Puggioni. Gli piega letteralmente le mani con un siluro in diagonale. E al 19’ chiude il match conquistandosi il rigore trasformato da Immobile e lasciando la Samp in dieci per l’espulsione da ultimo uomo di Škriniar. Il senegalese va ripetutamente vicino a un’altra doppietta, ma poi decide di far festeggiare anche i compagni.

FESTA – E’ un cin cin di squadra per l’Europa al quarto posto, è un bicchiere stracolmo di bollicine. Inutile il possesso palla doriano sino al 32’, quando Wallace si lascia ingannare da una finta di Quagliarella: Linetty, lasciato solo davanti a Strakosha, non sbaglia. La Lazio reagisce subito con un bel cross di Felipe, ma Lulic di testa angola male. E’ il preambolo della goleada: sugli sviluppi di un corner, Hoedt insacca col corpo da pochi centimetri. Poi i biancocelesti dilagano grazie al secondo penalty conquistato da Lulic: Immobile lascia la palla sul dischetto per far sbloccare Felipe di rabbia. Infine ecco il colpo da biliardo di de Vrij alla fine del primo tempo.

PROVE – Nella ripresa è ordinaria amministrazione e gioia di condividere le celebrazioni coi 40mila sugli spalti, prima il 6-1 di Lulic sul traversone del subentrato Patric, poi il 22esimo gol d’Immobile (come nel 2014 quando fu capocannoniere) in questo campionato. E’ all’Olimpico la festa, è anche dei tifosi quest’aritmetica conquista. Applausi scroscianti per tutti, complimenti per lo spirito e l’atteggiamento. Una prova di forza anche per la finale di Coppa Italia e per la stagione che verrà. Per esempio, fra i pali: prima di chiudere ogni discorso, al 16’ (sull’ 1-0) Strakosha chiude la porta con un doppio intervento strepitoso, prima su Quagliarella, poi su Torreira. Così anche un incerto Wallace (sul raddoppio blucerchiato) può comunque ballare la capoeira.

Cittaceleste.it

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