E’ già Ciro “Klose”: Biglia inventa, Immobile segna. E Inzaghi “rivolta” Piolilandia con l’equilibrio

E’ già Ciro “Klose”: Biglia inventa, Immobile segna. E Inzaghi “rivolta” Piolilandia con l’equilibrio

Baricetro bassissimo, immutata la corsa a tutto campo. La Lazio non aveva mai segnato quattro gol all’Atalanta

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Mal di gol? Ce pienze tu, Cirù. Quattro reti all’Atalanta, mai successo in tutta la storia biancoceleste. E pensare che nel pre-campionato Inzaghi invocava la cattiveria sotto porta. Spietata, stavolta, la sua Lazio davanti a Sportiello. E alla fine vince sempre chi fa un centro in più, ma anche chi corre di più: pur ancora sulle gambe nella riprese, i biancocelesti a Bergamo hanno scorazzato come nessun altro in Serie A alla prima giornata. Quasi 113mila chilometri percorsi, quasi un terzo da Immobile, attaccante a tutto campo. Tre tiri in porta, un gol. Danze inaugurate al 15’ proprio dal partenopeo, man of the mach. Attaccante, ma anche difensore nella filosofia d’Inzaghi. Un allenatore totalmente diverso dai suoi predecessori, alla ricerca dell’equilibrio. Petkovic voleva dominare, Pioli anche, Simoncino vuole vincere con intelligenza tattica. Non è un caso che il baricentro della Lazio non si mai stato così basso negli ultimi due anni. A farne le spese, forse, Milinkovic: decisivo nello splendido assist dell’1-0 e nei soliti duelli aerei, ma ancora immaturo nel ruolo di mezz’ala.

DETTATO – Il centrocampo è Biglia sempre e comunque. E’ la luce che fa splendere Immobile, con i suoi dribbling, occasioni create (3), palle recuperate (9) e passaggi comunque azzeccati (33). Immobile li detta, Lucas ha già l’asse principale col nuovo bomber. Che si muove come un tempo faceva il “Mito”. Forse per questo molti tifosi lo hanno già ribattezzo Ciro Klose. O magari solo per cambiargli il cognome. Perché lui Immobile non ci sa proprio stare. Corre come uno scugnizzo, segna come un geometra. E pensare che non aveva mai punito l’Atalanta in carriera, a 26 anni Ciro ora è grande. Da Torre Annunziata a Roma, dopo aver girato mezz’Italia ed Europa. Dopo Pescara, Genova, Torino, Dortmund e Siviglia, Immobile s’appiccica la maglia della Lazio. E può subito esultare pure Jessica (sul “congiunto” profilo instagram), sposata poco prima del Mondiale in Brasile, già pazza di Roma e in cerca di villa all’Olgiata. Primo gol dedicato a lei e alle figlie Giorgia e Michela, stesso nome della madre. Tra i tanti tatuaggi c’è pure il calco del suo bacio, perché la mamma è sempre la mamma. Persino per un biondo col fisico da carrozziere, che sembra più uno svedese, ma non può stare lontano dalla culla d’Italia: esploso nel Pescara in B nel 2012 (con 28 gol) e capocannoniere a Torino di A. Era tornato negli ultimi sei mesi sotto la mole per rilanciarsi, la Lazio gli offre un grande salto e Ciro si tuffa ovunque.

LA CHIAMATA – Entra in ogni azione, si fa trovare negli spazi. E’ mobile, altro che Immobile. Per questo son volati 8,5 milioni al Siviglia. Soldi, questi sì, ben spesi per curare il mal di gol. Inzaghi se l’è prescritto da solo questo bravo guaglione sotto porta. Ciro si vuole invece scegliere l’assist-man: l’amico Alessio Cerci. “Sos Cercasi Casa”, scrive Ciroejessicaimmobile su Instragram. Marito e moglie sul letto di un hotel ancora alla ricerca di una dimora a Roma. Tifosi scatenati nelle risposte: “Ti ospito gratis io in cambio di tanti gol”. Ma è un’altra la resplica che risalta all’occhio: “Vi aiutiamo noi a cercar casa”, scrive Federica Cerci, in arrivo col marito nella capitale. L’attaccante non vede l’ora di riabbracciare Alessio e chiede alla moglie: “Quando firmate?”. Non c’è bisogno di un’altra replica sui social, è questione di ore per averla dal vivo: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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