Immobile-Murgia, è comunque taumaturgia!

Immobile-Murgia, è comunque taumaturgia!

La favola biancoceleste sotto la mole con un pari conquistato col cuore

TORINO – Sforbiciata, zig zag, fatto a pezzi il Toro. Non si ferma più, Cirù. Sesto centro in campionato con la Lazio in nove giornate. E che centro. E’ un buco millimetrico in volo sulla testa granata. Non esulta, non gioisce, Immobile, ma sotto la sua nuova maglia si stringe il primo punto che vale davvero oro. E Felipe l’assist verdeoro: il terzo, in questa Serie A. Non si sblocca, il brasiliano, ma – fra luci e molte ombre – è ancora decisivo con l’ultimo passaggio. Ma non finisce qui, la favola è quasi completa: entra il baby Murgia al posto di Keita e, sugli sviluppi del corner, la mette dentro di testa a pochi minuti dalla fine. Peccato per il rigore fischiato e trasformato da Ljajic nel finale, ma questa è comunque taumaturgia!

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DIFFICOLTA’ – Ci mette subito il cuore, ma dopo 20’ viene incornata dal Toro. La Lazio incerottata cade e si rialza con un guizzo sotto la mole. Perché, oltre i cinque titolari, manca Lulic. Disastro del bosniaco che, invece di far ripartire l’azione, innesca quella del gol granata: Patric, preso in contropiede, non può far nulla sul cross di Zappacosta sulla testa di Iago Falque (abbandonato da Basta al centro area). Un’azione che si ripete più volte, con Senad in preda a continui black out, con Parolo in difficoltà perché poco aiutato da Cataldi. Il Torino domina, ma Keita si divora pure la rete che potrebbe cambiare la partita in contropiede: a tu per tu con Hart, scalcia un piattone sinistro fuorimisura. Cataldi invece non arriva sull’unico filtrante messo in mezzo da Felipe, attivo e imprendibile per appena 2’ in un tempo.

DISPERAZIONE – Dura lex, sed l’ex. Immobile si danna, ma conquista il primo diagonale dalla distanza addirittura al 40’. All’inizio della ripresa però Ciro sfiora il pari, con Hart decisivo nel deviare la palla in angolo su una bella verticalizzazione di Cataldi, diventato regista. In difesa bene Hoedt, Wallace rischia tanto ma è efficace: il Toro invoca un rigore per ostruzione su Barreca, l’arbitro Giacomelli lascia correre, ma poi deve aggiornare il tabellino. Inzaghi prova la mossa della disperazione, ovvero Djordjevic trequartista in un improbabile 4-2-3-1. Inutile, perché tanto ci pensa sempre lui. Così a oltranza, speriamo: Ciro di tutto l’anno.

Cittaceleste.it

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