14/02/2017

ROMA - Maurizio Manzini si è raccontato sulle pagine de Il Tempo, iniziando dalla squadra del 1974: "Dentro quello spogliatoio accadeva di tutto, soltanto un grande uomo come Maestrelli poteva portare a termine un’impresa simile. Il mister era rispettato da tutti, soprattutto da Giorgio Chinaglia, quella era una banda di matti. La Lazio di Fascetti? Se siamo ancora a grandi livelli lo dobbiamo a loro, ma soprattutto a Giuliano Fiorini, un ragazzo meraviglioso. Un boato come quello che c’è stato al suo gol con il Vicenza all’Olimpico, non s’è mai più sentito, roba da far tremare le gambe. Con Cragnotti è cambiata all’improvviso la dimensione, abbiamo viaggiato tanto e vinto parecchio. I successi sono tutti belli e indimenticabili, ma da laziale permettetemi di dire che il 26 maggio 2013 non lo dimenticherò mai, è stata la gioia più grande della mia vita. Lotito? La Lazio sarebbe sparita senza il suo aiuto, a differenza di De Laurentis e Della Valle, il presidente non ha fatto fallire la società. Anzi, ha mantenuto marchio e salvato la storia". Intanto Riccardo Cucchi, nel giorno della sua ultima telecronaca, ha rivelato la sua squadra del cuore >>> CONTINUA A LEGGERE

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