ROMA - L'ex portiere biancoceleste Fernando Muslera, ai microfoni di Sportweek, è tornato a parlare del suo passato con la maglia della Lazio:

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Nostalgia dell’Italia? “Assolutamente. L'italiano non ho mai smesso di parlarlo, mi sono sempre allenato! (Ride, ndr). Qui sono passati Mancini e Prandelli con i loro staff e con tanti miei compagni, per esempio Felipe Melo, Sneijder e ora Nagatomo, si parlava sempre in italiano. Torno a Roma ogni volta che ho 2-3 giorni liberi, mi mancano tanto gli amici e il cibo. Sarò sempre legato al vostro Paese dove sono diventato uomo e con la Lazio un portiere di alto livello”.

Sogna un ritorno? “Certo. Vorrei giocare ancora in Serie A, è il mio obiettivo”.

Cosa glielo ha impedito finora?“La volontà del Galatasaray che non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di una mia cessione”.

Richieste dall’Italia?“Penso parecchie, ma è un argomento del quale si è sempre occupato il mio agente Fonseca”.

Intanto la sua Lazio non molla, sia in campionato che in Europa.“Stagione dispendiosa, ma altrettanto importante e che può dire ancora tantissimo. Sono contento per i miei ex compagni e per la società. I risultati sono il frutto del lavoro di tutti, in primis di Lotito”

Eppure il rapporto con la piazza è sempre stato particolare.“Ma i risultati parlano per lui. Ha sempre agito seguendo i propri principi senza farsi condizionare da ciò che veniva detto all’esterno. Sa perfettamente cosa fare per rimanere ai vertici. E poi c’è Inzaghi, un grande tecnico e una sicurezza per tutto l’ambiente”.

Gli addii pesanti però non sono mai mancati: ora i tifosi temono per Milinkovic Savic.“E’ vero, ma il club è maestro nello scovare giocatori altrettanto forti. Inoltre non è facile dire no ai top club europei, sia per il giocatore che per la stessa Lazio. A volte certe offerte sono irrinunciabili per tutti”.

Sorpreso da Strakosha?“All’inizio si, ora è una certezza. Ottime doti tecniche e caratteriali. Queste rendimento è merito suo, ma soprattutto di Grigioni. Adalberto non si vede mai, ma è il vero segreto. Per noi un valore aggiunto. Se sono diventato un giocatore importante è grazie a lui”.

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