Baiocchini: “Cataldi ha detto “no” al Manchester City pur di giocare nella Lazio”

Baiocchini: “Cataldi ha detto “no” al Manchester City pur di giocare nella Lazio”

ROMA – Quello che sta vivendo Danilo Cataldi è il sogno di ogni bambino che inizia a giocare a calcio. Partire dalla squadra del quartiere, in questo caso l’Ottavia a pochi passi da casa sua (zona Tomba di Nerone sulla Via Cassia) e arrivare a vestire la maglia della squadra…

ROMA – Quello che sta vivendo Danilo Cataldi è il sogno di ogni bambino che inizia a giocare a calcio. Partire dalla squadra del quartiere, in questo caso l’Ottavia a pochi passi da casa sua  (zona Tomba di Nerone sulla Via Cassia) e arrivare a vestire la maglia della squadra per cui si fa il tifo sin da bambini. Diventarne capitano ad appena ventanni (anche se solo per nove minuti finora) e sapere che tutti a Roma, sponda biancoceleste, ti considerano l’erede niente meno che di un certo Alessandro Nesta, partito dai piccoli del Cinecittà per arrivare a vincere tutto con la Lazio.

Di strada dovrà farne Cataldi, però l’inizio non è per niente male. Anche perchè parte del merito e dei complimenti ricevuti da tutta Italia per come gioca la squadra di Pioli nelle ultime settimane, va anche al centrocampista classe ’94, reduce da sei partite da titolare. Qualità, quantità, dinamismo, presenza costante in mezzo al campo. Molti erano preoccupati che l’infortunio di Lulic potesse abbassare il potenziale o cambiare i meccanismi ben oliati sulla mediana e invece Cataldi non solo non lo ha fatto rimpiangere, ma adesso costringerà il bosniaco anche a dover sgomitare per riconquistare un posto tra i titolari al suo ritorno dall’infortunio, cioè ad inizio aprile, quando la Lazio capirà davvero se potrà continuare a puntare la Champions.

 

Eppure il percorso di Cataldi non è stato sempre in discesa. La Lazio l’aveva seguito e preso nel 2006 dall’Ottavia, ma dopo un anno in cui non aveva convinto pienamente perchè ancora piuttosto gracilino fisicamente, era stato rimandato indietro, in prestito. Rimandato ma non bocciato perchè il ragazzo l’anno successivo era tornato biancoceleste più forte di prima. Ancora senza un contratto da professionista ma con una voglia infinita di vestire la maglia della prima squadra ad ogni costo. Motivo per cui Cataldi rifiutò il Manchester City. (Goal.com)

Cittaceleste.it

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