ROMA - Eccolo, il messaggio a tutte le pretendenti: "Se volete Keita trattate solo con noi". La Lazio - scrive il Corriere dello Sport - fa chiarezza una volta per tutte, dopo i botta e riposta verbali fra Lotito e Marotta, a proposito dell'interessamento della Juve per il Senegalese che negli ultimi giorni ha scatenato il putiferio sotto ogni fronte. Lo stesso Marotta, direttore generale della Juventus, dopo le polemiche dei giorni scorsi disse: "Keita? Ho letto delle frasi che certo non sono di Lotito, perché sono delle fesserie. Conosco le regole e non mi sarei mai avvicinato a un tesserato altrui. Quando ti trovi il contratto in scadenza è normale una certa effervescenza nei giocatori e nei loro rappresentanti". La questione Keita tiene banco da diverse settimane in casa Lazio. Come riportato da Viterbo News 24, all'avvocato Gentile, presente alla conferenza stampa di presentazione della prima edizione del Montefiascone Art Festival, è stata posta una domanda relativa alla situazione del senegalese. La sua risposta? "Keita va via". Secco, semplice, diretto. Eppure, fra Juve e Lazio, potrebbe aprirsi anche una trattativa a sorpresa >>> CONTINUA A LEGGERE

Keita, ex giocatore della Lazio

Igli Tare, direttore sportivo della Lazio
KEITA-STORY - Tweet, interviste, risposte piccate, silenzi improvvisi. La situazione Keita è stata gestita nel modo peggiore possibile. Il suo agente ha smentito le parole di Tare che lo ha accusato di essere già d'accordo con altre società. E per ultimo, Lotito: l'idea del patron sarebbe quella di portare Keita in tribunale. Il rinnovo di Keita era una trattativa che andava avviata molto tempo prima, senza ridursi a un anno dalla scadenza. E, soprattutto, andava fatto tutto in casa, non davanti alle telecamere, non dietro ai microfoni, non sui social. Perché, alla fine della fiera, non ci fa una bella figura nessuno: Keita, che passa per il giocatore capriccioso e testardo, che non parla con la società; l'agente del giocatore, che si ritrova addosso i panni del doppiogiochista; Tare, che passa per un dirigente inesperto, quale invece non è; e infine la Lazio, che si ritrova di nuovo in tribunale contro un suo giocatore. Come se non fosse in grado di risolvere le situazioni spinose, se non per vie legali.

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