ESCLUSIVA – Keita si prende la Lazio, ma anche la Spagna… Col passaporto!

ESCLUSIVA – Keita si prende la Lazio, ma anche la Spagna… Col passaporto!

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Keita

ROMA – Et voilà, si regala anche il passaporto bimbo Keita. Questa sembra essere davvero la volta giusta. Secondo indiscrezioni esclusive raccolte da Cittaceleste.it, infatti, dopodomani l’agente Savini volerà proprio a Barcellona con il suo assistito: si sono finalmente sbloccate le pratiche relative alla cittadinanza spagnola di Balde Diao. A brevissimo Keita sarà comunitario e lascerà libera una casella extra alla Lazio. Dopo il gol di ieri sera, un altro assist – a questo punto sarebbe il quarto, con i tre già collezionati – ai colori biancocelesti in vista del mercato di gennaio. Ma in realtà sarebbe una ciliegina sulla torta anche per lui, il coronamento della crescita: in terra iberica assicurano che anche il ct Del Bosque lo stia monitorando con attenzione e stia facendo più d’un pensierino all’ex esterno canterato, addirittura per la Nazionale maggiore. Tradotto: prossimamente, con il passaporto, potrebbe anche arrivare la convocazione della Spagna. Mica male.

MARAVILLA – E’ ancora più esplosivo nel ruolo part-time. Così è davvero Keita-mina. Si strappa la maglia, distrugge il palo, spacca la partita. Nel giro di sette giorni, nell’ultima mezz’ora è devastante. Entra a Verona e cambia la sfida, col Saint-Etienne regala l’assist per Biglia, col Frosinone spezza un legno e fa il gol: «Sono contento per la prestazione e per la vittoria. Io cerco sempre di fare il meglio ed essere decisivo, ma oggi era difficile segnare». Venticinque tiri, record dell’intera gestione Pioli, ma la palla non voleva proprio entrare nella porta ciociara: «Così il mister mi ha detto di entrare per dare più velocità e imprevedibilità alla squadra – confessa lo spagnolo – e penso d’esserci riuscito». Altroché, Keita diventa il protagonista del film «Six and the City», ovvero della sesta vittoria consecutiva a Roma. Solo il  Bayern (ieri vittorioso 5-1 col Dortmund) ha la stessa marcia in casa in tutta Europa. Alla Lazio non succedeva dal 2013. Non solo, biancocelesti a 15 punti (a -1 dall’Inter), è bello stare così in alto in classifica: «Ma il campionato è appena iniziato e non dobbiamo pensare agli altri. Continuiamo a misurarci partita dopo partita, guardiamo solo a noi stessi».

ALLA ALTAFINI – Chissà se Keita riesce a fissarsi con gli stessi occhi allo specchio. L’8 agosto era il crestino impertinente con le valigie in mano per colpa di Pioli, ora il tecnico lo lucida con cura al fotofinish. Per intenderci, alla Altafini: «Perché il mio assistito non gioca più per se stesso, ma per tutti i compagni, ripagando la fiducia dell’allenatore e di Lotito – assicura il manager Savini – ed è contento dello spazio che sta trovando». Magari anche della posizione. Finalmente esterno, è imprendibile. E persino più calibrato: diagonale-palo-rete come contro col Leverkusen, all’andata del preliminare Champions. E pensare che l’anno scorso aveva centrato quattro “misere” reti, oggi è già a metà dell’opera in meno di due mesi. E’ cambiata la mira: 3 conclusioni, un gol, un cecchino. Klose gli aveva insegnato a sparare. Al momento l’allievo supera il “Mito”. Senza considerare i tre assist, con le firme è salito al K2.

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