La lettera della Nord a Totti: “Noi non avremmo permesso di trattarti così”

La lettera della Nord a Totti: “Noi non avremmo permesso di trattarti così”

Nessuno sfottò un sincero messaggio di stima della Curva al capitano della Roma

ROMA – Ora davvero non ci sono più barriere a Roma. Lo striscione che non t’aspetti, ma forse il più bello, proprio perché inaspettato. A metà del primo tempo di Lazio-Inter, la curva Nord solleva due lunghe scritte che scavalcano il Tevere: «I nemici di una vita, salutano Francesco Totti». Firmato Irriducibili. Un messaggio per l’addio (che si consumerà domenica col Genoa) alla maglia giallorossa del capitano della Roma. Quello che nel corso della carriera è stato il più odiato, sportivamente parlando. Un rapporto fatto di gol, sfottò ma anche di stima fuori dal campo. Lui, l’uomo del «Vi ho purgato ancora», del «Game Over», passando per «6 unica» al selfie sotto la Sud, dopo la doppietta nel derby. I tifosi della Lazio non gli hanno certo risparmiato “insulti“ durante le stracittadine. Ironia e modi di essere di una città che conosce solo il biancoceleste o il giallorosso.

GESTI 

Opposti che inevitabilmente si toccano. Perché quell’odio alla fine non è altro che una forma d’amore. Di rispetto per un rivale, che sul campo ha combattuto portando le insegne nemiche. Ma non va dimenticato che Totti si è sempre speso per la beneficienza o per iniziative che hanno coinvolto le due tifoserie. Visibilmente commosso nel portare i fiori sotto la Curva Nord, nel derby giocato nel ricordo di Gabriele Sandri. Ma c’è di più. Perché il rispetto i tifosi della Lazio lo mostreranno anche in una lettera diffusa oggi fra ironia e saluti sinceri.

LA LETTERA 

Ecco il contenuto pubblicato da L’Ultimaribattuta: “Era il 6 marzo del 1994 quando ci siamo incontrati per la prima volta. Entrasti al posto di Piacentini e ti procurasti un rigore che poi Giannini si fece parare. Così giovane eri già riuscito a descrivere, in maniera eccellente, la storia della tua squadra fatta di rigori e di occasioni perse. Da allora, mentre inanellavi record su record; mentre gli stadi di tutto il mondo ti battevano le mani; mentre pensavi a che maglietta dedicarci, e tra un Sanremo e uno spot pubblicitario, la Lazio vinceva uno Scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, quattro Coppe Italia (in una eri anche presente. Nel giorno più bello da Laziale c’eri tu e ti ho battuto le mani volentieri) e tre Supercoppe italiane. Quanto avrebbe potuto vincere il Real Madrid con te in campo nessuno potrà mai saperlo.  Sei l’unico campione che non sono riusciti ad acquistare. Senza di te si sono dovuti accontentare di due Coppe Intercontinentali, due Coppe del Mondo per Club, cinque Coppe dei Campioni, tre Supercoppe Europee, sette Scudetti, tre coppe nazionali e sei Supercoppe di spagna. Poco, per un giocatore del tuo talento”.

LA DIFESA

Prosegue la lettera con una considerazione malinconica: “In ogni caso, e soprattutto di questi tempi, hai raggiunto un traguardo che merita rispetto. Il rispetto che non hai ricevuto né dai tuoi tifosi né dalla tua società e questo, te lo diciamo sinceramente, ci dispiace. Noi non avremmo mai permesso che un giocatore come te venisse trattato così. Non avremmo mai osservato in silenzio quello che ti stanno facendo e che ti hanno fatto. Oggi nessuno ti difende e noi, ovviamente, non possiamo farlo. Nessun rancore per le magliette e per le battute che ci hai dedicato. Ci stanno e, anzi, ci devono stare. Stiamo a Roma e funziona così. Chissà che epilogo avrà questa storia… Se ci riserverà qualche sorpresa e qualcuno non saprà più per chi tifare. In ogni caso una stretta di mano come si conviene ad un avversario che, dopo tanti anni, lascia il campo, da parte dei suoi “nemici” migliori”.

MAGLIA

Sull’addio di Totti non c’è più derby, Roma si stringe. Già al programma le “Iene”, il capo ultrà Diabolik aveva inviato al capitano della Roma – tramite la moglie conduttrice Ilary – la maglia dell’”Incubo”. Ieri il messaggio pubblico di stima in Curva Nord: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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