300 minuti senza segnare. Il problema potrebbe essere sulle corsie esterne
ROMA - Zero gol segnati nelle due sfide contro il Milan e sabato contro la Juventus, un dato quantomeno singolare per il miglior attacco del campionato. 64 reti in 27 gare sono molte, ma in alcuni match i biancocelesti danno come l'impressione di incepparsi, senza riuscire a trovare lo spunto vincente per incanalare la partita sui giusti binari. Spesso e volentieri la Lazio è riuscita a far male per vie centrali, grazie soprattutto alla qualità delle giocate di Luis Alberto e Milinkovic-Savic. I problemi emergono quando questi giocatori sono meno ispirati, quando non riescono ad accendere la luce. In quei casi i capitolini diventano meno imprevedibili e Immobile non viene messo in condizione di bucare la rete avversaria. Quando non si può passare per il centro, bisogna usare le corsie laterali.
FASCE SPENTE
Agli uomini di fascia biancocelesti non mancano fisicità e velocità, ma Lulic, Marusic e Lukaku sono giocatori di potenza, non di qualità. Sugli esterni la Lazio ha calciatori che hanno bisogno di essere serviti in profondità per poter incidere. Non sono dribblomani, non hanno neanche un piede particolarmente delicato per quanto riguarda i cross e questi limiti fanno capire le difficoltà di Inzaghi nel trovare un'alternativa veramente efficace agli attacchi per vie centrali.
A TRAZIONE ANTERIORE
La domanda sorge spontanea: come si risolvono i problemi offensivi in certe partite? Forse mettendo in campo un'iniezione di qualità carioca con Felipe Anderson. Non sono pochi coloro che vorrebbero vedere il brasiliano titolare a formare un tridente tutto fantasia con Luis Alberto e Milinkovic, in barba all'estrema attenzione per l'equilibrio che per altri dovrebbe essere preservata. Forse Inzaghi deciderà di sperimentare in sfide contro squadre meno pericolose in avanti rispetto a Milan e Juve, ma al momento un cambio modulo rimane una soluzione poco probabile.
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