Ecco le ultime
ROMA- E' solo, ma Lotito prova a rincuorarlo nel suo abitacolo. Perché da lì ora Felipe vede solo nuvole, dietro non sa cosa lo aspetterà. Sui tempi del reintegro nessuna novità, sulla richiesta di un'addio anticipato (prima di giugno) dal presidente nessuna apertura. Nuova riunione segreta, ieri, a Formello: stavolta piomba anche Lotito al confronto con la sorella Juliana e il resto dell'entourage, che valutano e studiano l'ipotesi di un prestito immediato per quattro mesi in Brasile. Dove c'è l'ex Santos, per esempio, che vanta ancora il 25% sulla futura rivendita biancoceleste. Più difficile (Nainggolan docet) piazzarlo in Cina dove Anderson ha pure grossi estimatori e il mercato è ancora aperto. Lotito dice comunque no, rimanda l'eventuale cessione (a non meno di 40 milioni) in estate, ma Felipe non sembra aver intenzione di rassegnarsi a restare e chiedere perdono. Dunque, in castigo, fuori rosa, dietro la lavagna. Per il secondo giorno consecutivo Felipe si presenta accompagnato dai suoi fratelli e agenti col libretto delle giustificazioni. Nessun atteggiamento da bambino lunedì sera, il brasiliano giura d'aver reagito male solo perché Inzaghi l'ha sgridato davanti a tutti in quella maniera.
GESTIONE
Lotito di prima mattina lo ascolta in privato, gli fa da confessore. Ma la società è comunque dalla parte dell'allenatore, anche se rischia di pagare questa rigida gestione. E' tuttavia la nuova linea adottata ormai da un paio d'anni, ironia del destino dall'approdo in panchina d'Inzaghi. Già nell'estate del 2016 era stata stilata una “lista nera” di giocatori che mugugnavano per giocare o si lasciavano travolgere da individualismi. Così l'anno successivo in rosa sparivano Mauri e Klose (a scadenza), Candreva (ceduto). Rimanevano dentro a metà Marchetti e Keita sino agli ultimi sviluppi. A gennaio si lamentava Cataldi e faceva le valigie, in estate il troppo ambizioso Hoedt veniva ceduto per quasi 20 milioni. La vicenda Zarate, prima di tutte le altre, ha insegnato al club che prima viene la Lazio e poi eventualmente i campioni. In fondo è quello che succede nelle grandi società, anche per questo è stato preso il dt Peruzzi a disciplinare lo spogliatoio per fare il salto di qualità. Rieccoci dunque a trovare un senso a questo caso dei giorni nostri.
DISCORSO
Domani il numero 10 sarà assente col Napoli per la punizione inflitta dalla Lazio. Adesso deve allenarsi da solo, per dare l'esempio agli altri per Felipe al momento non c'è spazio. E al San Paolo non ce ne sarà di nuovo dal primo minuto nemmeno per Nani che, nonostante il suo curriculum, adesso ci penserà due volte a puntare i piedi. Come lui qualche altro scontento e tutti gli altri dovranno rispettare, in rigoroso silenzio, le scelte d'Inzaghi. Che andrà avanti con Luis Alberto dietro Immobile nel 3-5-2. E' Lotito in persona (ieri mattina il discorso) a strigliare tutta la squadra per dare maggior forza a Simone e non gettare al vento quest'incredibile stagione. Così il mister si può sentire forte, non è lui a dover chiedere scusa: «Chi resta deve dare il massimo per la causa, a chi non stanno bene le cose è libero di andare». Voci grosse e mani ferme, in questo frangente delicato tutti si giocano parecchio. Dunque, tutti a difesa della Champions, dopo due ko al San Paolo si cercherà comunque l'impresa. Per fermare gli scugnizzi di Sarri, Inzaghi rispolvererà Wallace (in vantaggio su Caceres e Bastos) al fianco di de Vrij e Radu. A centrocampo rientreranno Lulic e Milinkovic con Leiva e Parolo. A destra rimane l'unico ballottaggio con Marusic favorito su Basta. Proprio su quella fascia dove lunedì sera - o forse già il 5 aprile 2016 - iniziò fra Inzaghi e Felipe la discordia. Lotito a Formello prova a riportare ai due e a tutto il gruppo l'armonia. Sempre che la saudade di tornare un po' di tempo in Brasile, Anderson, non l'abbia già portato via.
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:
IL DISCORSO DI INZAGHI ALLA SQUADRA
Seguici anche su Facebook!
© RIPRODUZIONE RISERVATA