Ripresa stamattina a Formello: Inzaghi pazzo di Sergej, ma ora deve decidere chi far fuori a Milano
ROMA - Cinquanta volte Milinkovic, cinquanta sorrisi. Sei gol realizzati, 5 procurati in due stagione. Che crescita, Sergej. La Fiorentina è sempre più viola di rabbia per averlo perso. E’ un serbo d’oro, corre e sgomita come un toro: quasi tredicimila chilometri percorsi, 63 tocchi, solo per lui per un tempo l’Olimpico stropiccia gli occhi. Anche un rigore procurato, un assist e tre tackle da perdere il fiato. Perché questo Milinkovic è un campioncino nato. Non aveva dubbi Tare quando lo prelevò dal Genk per poco meno di sei milioni. Giù la zampe da questo talento in estate nemmeno coi soldoni. Il Napoli c’aveva pensato, la Lazio lo ha bloccato. E ora gode pure Inzaghi, che nella sua formazione non credeva di potergli ritagliare un posto. Lo ha fatto a inizio stagione e adesso Milinkovic lo ripaga a suon di spettacolari prestazioni. MODULO - Il 3-5-2, nella testa di Simoncino nacque per inserire questo Marcantonio dal piede fino. Contro Sousa ecco il modulo a specchio, ma fra due giorni a San Siro rimarrà lo stesso? I dubbi arrivano già da questa mattina. Pioli adotta il 4-3-3, col ritorno di Parolo uscirà senz’altro Cataldi dall’11. Ma se anche in questo caso Inzaghi decidesse di guardare il rivale, salterebbe un altro titolare. Difficile che il tecnico decida ti togliere Keita nell’ultima gara disponibile prima della partenza per la Coppa d’Africa. Allo stesso modo però non rinuncerà a un senatore secondo la sua visione tattica. OPZIONE - A farne le spese potrebbe essere di nuovo Bastos con Radu centrale al fianco di de Vrij e Lulic spostato di nuovo nel ruolo di terzino insieme a Basta sull’altro lato. Le prove vere andranno in scena domani. Intanto il baby Rossi rimane ad allenarsi fra i grandi per un inserimento graduale, a ritmi blandi: CONTINUA A LEGGERE Cittaceleste.it
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