Attacco al derby, ma Immobile zoppica…

Attacco al derby, ma Immobile zoppica…

Ciro ora deve voltare pagina e pensare alla Lazio: lui, Luis Alberto e Milinkovic sotto esame contro la miglior difesa del campionato

ROMA – Attacco al derby no stop. Tremate, tremate, la Lazio sotto porta non conosce fermate. Solo uno 0 a 0 (alla prima con la Spal) in questo campionato, quindi 31 gol, nonostante il match contro l’Udinese sia stato rinviato. Adesso Immobile e compagni sono di nuovo sotto esame contro la miglior difesa di queste prime 12 giornate. Sparate, sparate, il derby si vince a suon di reti e giocate. Poco importa che Ciro possa tornare dalla Nazionale (ieri zoppicava vistosamente per tutto il secondo tempo contro la Svezia) ancora più affaticato. Lo era anche nei due match dell’ultima Coppa Italia, alla fine ha comunque mostrato a tutti la sua maglia. Immobile adesso non ha intenzione di concedersi riposo, vuole strappare a Totti l’ultima scarpa d’oro. Esattamente 11 anni dopo il capitano giallorosso, è in vetta per il prestigioso riconoscimento. Quattordici centri già firmati in 11 gare, il bomber partenopeo viaggia a una media migliore (un gol ogni 70′) del capitano giallorosso nella stagione 2006/07 (uno ogni 116′, 26 in totale). In realtà dal 2000 a oggi, nessuno ha visto la porta come Ciro. Da Toni (13) a Shevchenko (12), passando per Trezeguet e Batistuta (10), la media del napoletano è la più evoluta. L’anno scorso due volte trafisse la Roma in Coppa Italia, adesso vuole punirla in campionato. Come quando calciò al volo col Torino, con una meravigliosa coordinazione la mise nell’altro angolino.

DIFESA

Inzaghi lo benedice. Perché il suo cinismo contagia tutta la Lazio, una mitragliatrice perfetta sotto porta: 31 gol su 114 tiri. Il 27.2% trasformato, solo la Juve (29.7%) ha convertito più conclusioni, ma con una partita in più. Nel derby la Lazio può volare ancora più su. Anche perché in fondo Immobile ha segnato meno della metà dei gol biancocelesti, la Roma deve avere paura anche dei centri inattesi. E’ la storia delle stracittadine a metterla in guardia, tanti Carneadi hanno trovato d’improvviso la perla. Nell’ultimo confronto del 30 aprile per esempio era toccato a Basta, adesso nella difesa biancoceleste in tanti son fatti della stessa pasta. La retroguardia della Lazio infatti è prima in tutta Europa per le reti realizzate: tre da Bastos, due da de Vrij e altrettante da Marusic prossimo esordiente. Il montenegrino sogna d’avere la fortuna del principiante. Senza considerare sull’altra fascia l’eroe del 26 maggio, Lulic, ancora fiammante.

GIOIELLI

Partirà dalla panchina Felipe – sottolinea IlMessaggero – così come Nani autore dell’ultimo centro a Benevento. Ma adesso la Roma deve temere un altro debuttante. Uno spagnolo appena convocato dagli ultimi campioni del mondo, vicecannoniere con tre gol, ma anche centrocampista a tutto tondo. Luis Alberto non vede l’ora d’inventare una giocata, la Lazio ormai è ai suoi piedi dalla prima giornata. E che dire di Milinkovic? La Serbia finalmente lo ha convocato. Probabilmente venerdì rientrerà un po’ affannato, ma Sergej ha l’incoscienza di una gioventù che può convertire in qualsiasi momento il Fato. Due volte ha mirato, a Trigoria ancora ogni sguardo è terrorizzato. Non incute certo lo stesso timore, Parolo, ma come il serbo e Luis Alberto, ben tre volte l’ha già messa dentro. In un derby invano nella terribile disfatta (4-1) del 2016. Allora era un’inutile gol della bandiera, stavolta magari troverà un altro futuro quando calcerà dietro Alisson la sfera.

Cittaceleste.it

 

 

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