Biglia, don’t cry for me Argentina: titolare col Brasile grazie alla Lazio

Biglia, don’t cry for me Argentina: titolare col Brasile grazie alla Lazio

Se non avesse anticipato il recupero non avrebbe potuto rispondere alla convocazione arrivata addirittura a inizio ottobre. E guarda caso il ct Bauza fa dietrofront

ROMA – Trenta minuti col Sassuolo e tutta la gara di Napoli. Biglia è tornato. Non sembra lui, ma è tornato in campo. Lento, compassato, eppure rinato. I numeri comunque confermano l’imprescindibilità del capitano: Lucas prende palla e difficilmente la perde dopo averla recuperata: 52 passaggi su 65 completati, due occasioni create, il punto di riferimento di Radu e Basta nei disimpegni. S’era infortunato dopo 8′ con l’Empoli il 25 settembre, Biglia, infuriato aveva detto che stavolta si sarebbe preso tutto il tempo possibile per tornare al 100%. Invece, un altro recupero come sempre prima del previsto. Adesso avrebbe bisogno di allenamenti e riposo. Invece rieccolo in Argentina e, a pensar male, spesso ci si azzecca. Il ct Bauza che qualche settimana fa giurava di voler schierare Pizarro a centrocampo «perché Biglia non sta bene», adesso è pronto a rimettere in campo Lucas con Mascherano già giovedì contro il Brasile. Guarda caso, lo aveva convocato a inizio ottobre quando nemmeno si poteva pensare che il regista potesse davvero farcela a rientrare con un simile stiramento di secondo grado. La domanda oggi sorge spontanea: ma perché la Lazio deve far giocare un Biglia al 50% per poi regalarlo alla Seleccion e rischiare altre ricadute? L’argentino sarà pure grato a Daniel Martinez, il dottore della Nazionale che gli ha prescritto i fattori di crescita, ma se Inzaghi non lo avesse mandato in campo al San Paolo non avrebbe potuto rispondere alla convocazione. La dietrologia è servita su un piatto d’argento: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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