CASA LAZIO / Perché non è Felipe?

CASA LAZIO / Perché non è Felipe?

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ROMA – Perché non è Felipe? Molle nei dribbling, distratto in ogni azione e assist: appena due serpentine su sei riuscite, sette palle perse. Incredibile quella al 93′ scoccato sotto la Lanterna: in contropiede Anderson si fa intercettare l’ultimo passaggio facile per involare Lulic davanti a Perin. Che gli succede? Possibile che il fenomeno sia già finito, vittima di un’involuzione senza logica? Purtroppo – scrive ilmessaggero.it – rieccolo inconsistente e criticato come due anni fa, alla sua prima stagione biancoceleste. Quando tutti si chiedevano ancora perché la Lazio avesse investito 10 milioni pur di portarlo in Italia. Felipe è depresso come e più d’allora. In Brasile hanno già trovato la soluzione: «Giocava così al Santos anche quando voleva approdare alla Lazio…». Vuole andar via o è solo una voce maliziosa? In realtà Anderson ha sempre avuto deficit di personalità: quando le sue giocate non gli riescono, s’incupisce e molla. Al contrario, quando risorge, vola e non si ferma più. Forse è e sarà sempre questo il suo limite. Non certo svelato dallo studio degli avversari. Perché, per fermare un Felipe al top, non basta solo ripassarne i movimenti in un video. Ansaldi a Genova lo annienta, ma Anderson, mesto mesto, si consegna.
Cittaceleste.it

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