Inzaghi, grande stagione, ma in finale fallisce il copione

Inzaghi, grande stagione, ma in finale fallisce il copione

Il tecnico s’incarta con Parolo, una resa la mossa Radu. E forse con Felipe dall’inizio sarebbe stata un’altra storia

ROMA – Azzecca una stagione, poi in finale stravolge tutto il copione. Purtroppo stavolta Inzaghi deve fare mea culpa per questo brutto scivolone. Ostinato, Simoncino, a far giocare Parolo dall’inizio: il centrocampista non si regge nemmeno sulle gambe, la Lazio gioca in 10 e poi è inevitabile il cambio: “Marco voleva esserci a tutti i costi, ci ha provato fino all’ultimo”, ammette il tecnico, tradendo forse qualche piccolo rimpianto. L’infiltrazione non dà gli effetti sperati e il centrocampista alza bandiera bianca dopo appena venti minuti. Inzaghi si brucia subito un cambio. Non convince molto nemmeno la mossa di mettere Radu arretrando ancora il baricentro. Sembra quasi una resa anticipata, come se il tecnico avesse paura di prendere un’imbarcata. Alla vigilia aveva detto di volersela giocare, dopo 20 minuti passa a 5 veri difensori – sottolinea ilMessaggero – che sembrano però di vetro. Wallace in marcatura su Dani Alves è un azzardo e la differenza di passo dei due è evidente fin da subito, il gol è la normale conseguenza anche se nell’occasione Lulic non è esente da colpe. La Juve quando scende è un fiume in piena e la fragile retroguardia si piena allo strapotere bianconero.

TATTICA

Tatticamente Simone stavolta non ha brillato come al solito. In avanti Keita e Immobile erano troppo vicini e non sono mai riusciti ad allargare le maglie della difesa della Juventus. Probabilmente Anderson dall’inizio avrebbe potuto regalare qualcosa in più. La sensazione è che Inzaghi senza Parolo e Lukaku si sia trovato un po’ perso. Capita.

I TIFOSI

E anche i tifosi biancocelesti promuovono i biancocelesti. Un voto alla stagione, senz’altro più che positiva. Europa League con tre giornate d’anticipo e la finale di Coppa Italia persa sì, ma la squadra più forte del campionato e tra le prime due d’Europa. I tifosi applaudono e chiamano tutti sotto la Curva. Amore e coraggio scrive la Curva Nord. Un monito e un nuovo inizio per il futuro: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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