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Lotito: “Inzaghi? Un orgoglio” E poi parla di mercato…

Lotito: “Inzaghi? Un orgoglio” E poi parla di mercato…

“I Cinesi? Non hanno chiesto nessuno”

di redazionecittaceleste

 

ROMA – Di lui si sanno tre cose: 1) ai più non sta granché simpatico; 2) sfodera sempre almeno un paio di detti in latino; 3) ha un certo feticismo per i bilanci in attivo. Da ora se ne conosce anche una quarta: gli Yuan cinesi, a Claudio Lotito, non fanno nessuna paura: «La Cina non sta saccheggiando il nostro calcio – spiega a Libero il presidente della Lazio-. In un’economia globale sono situazioni che si possono verificare. Sta poi al singolo imprenditore fare di necessità virtù e utilizzare al meglio le risorse».

Ad esempio?
«Abbiamo visto in tutto il mondo che alcuni giocatori sono stati venduti a cifre importanti e ne sono stati acquistati altri a cifre altrettanto importanti».

Tipo Oscar, Pogba, Higuain…
«Niente nomi. Il punto è che se uno riesce a vendere incassando risorse e reinvestendole nel sistema non si perde competitività».

Ai club europei però vengono imposti dei limiti di spesa dal Fair Play Finanziario. A quelli cinesi no. Non è concorrenza sleale?
«lo faccio una considerazione molto pratica: non è detto che più investi e più vinci. Prenda il Leicester. Bisogna organizzarsi per far prevalere il merito e la sana gestione sulla forza dei capitali».

I cinesi stanno comprando pure interi club. Ma talvolta non si sa per conto di chi. Non la impensierisce doversi confrontare con colleghi misteriosi?
«Come FIGC (di cui è consigliere federale, ndr) abbiamo varato una norma che consente di monitorare la qualità dei capitali che vengono immessi nel nostro Paese. Poi mi lasci dire una cosa: talvolta questi giocatori che vanno in Cina non hanno un nome o un valore riconosciuti. I club italiani dovrebbero puntare sui giovani e sul vivaio magari anche aiutati da capitali che vengono da Pechino, vendendo ad esempio giocatori a fine carriera».

Ora però comprano anche diversi top player. Un pezzo alla volta…
«Per reclamizzare il loro calcio. Ma poi bisogna anche vedere i risultati. I New York Cosmos portarono in America i più grandi giocatori del mondo ma gli effetti non sono stati quelli sperati».

Qui c’è un progetto governativo miliardario alle spalle, però…
«La ratio della Cina è semplicissima. Hanno interesse a tenere occupate miliardi di persone. Il calcio è un ammortizzatore per le tensioni sociali. Lo facevano già i romani: panem et circenses».

Nessun timore, quindi. Anzi, pecunia non olet, per dirla come piace a lei. E magari le hanno chiesto anche qualcuno dei suoi gioielli…
«Non hanno chiesto nessuno».

Nemmeno Keita? Non ha ancora rinnovato…
«C’è un direttore sportivo che si occupa di questo. Di certo il mio interesse non è smobilitare ma far crescere l’organico».

Investendo sul mercato?
«Cercando di allenare il fisico e la mente dei giocatori, valorizzandoli a 360 gradi…».

Grazie ai famosi tre requisiti.
«Compatibilità economico-finanziaria, moralità e capacità tecniche. È più facile comprare e costruire ma attraverso una sana gestione e magari con tempi più lunghi possono essere conseguiti risultati che danno più soddisfazione».

Come succede con Simone Inzaghi. Col senno di poi meglio che Bielsa non sia arrivato, no?
«Non vale la pena di commentare. Sicuramente valorizzare persone che sono cresciute nel nostro club è motivo d’orgoglio. Vediamo come andrà il girone di ritorno».

(Libero Sport)

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