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Lulic e l’incapacità della Lazio di protestare in campo

Lulic e l’incapacità della Lazio di protestare in campo

Era netto il rigore a Siviglia, il capitano si è rialzato senza lamentarsi un attimo. Alla fine ha fatto solo mea culpa

di redazionecittaceleste

SIVIGLIA – Sliding doors. Se avesse segnato al 17′, forse sarebbe cambiata la storia: “Ero a un passo dal gol, volevo tirare di prima. Poi quando l’ho stoppata ho sentito il contatto tra difensore e portiere”, spiega Lulic.

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Eppure Lulic non si è lamentato del rigore non fischiato da Taylor, onestamente sembrava netto. Invece il capitano fa solo mea culpa: “Dovevo tirare prima, con quel gol la partita sarebbe andata diversamente. Sapevamo che avremmo avuto bisogno di due gol, dispiace non averne segnato neanche uno”. Anche perché c’era stata la possibilità pure nella ripresa. Romulo era entrato e con l’espulsione di Vazquez aveva di nuovo ridato speranza. Doppio sliding doors. Se Immobile e Acerbi avessero messo dentro quelle maledette due palle davanti alla porta: “Il risultato è chiaro – spiega Lulic – ma guardando la partita usciamo a testa alta. Ora martedì prossimo ci aspetta un’altra gara molto importante. I giocatori stanno tornando, speriamo di recuperarne qualcuno per la Coppa Italia. Possiamo contare però anche su chi ha avuto meno possibilità quest’anno. Faccio i complimenti a tutti, anche a chi si è sacrificato e ha lottato in difesa”. Rimane però l’incapacità di lottare per i propri diritti, per esempio quando avvengono le ingiustizie e i rigori sono netti.

Cittaceleste.it

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