Mondo Lazio, Paolo Di Canio: scoppia il caos! Sospeso da Sky

Mondo Lazio, Paolo Di Canio: scoppia il caos! Sospeso da Sky

I commenti sul tatuaggio di Di Canio sono diventati tantissimi in pochi minuti, e gli utenti di Twitter si sono spaccati

AGGIORNAMENTO ORE 19,02 – Le strade di Sky Sport e Paolo Di Canio si separano.”Abbiamo fatto un errore, ci scusiamo con tutti quelli di cui abbiamo urtato la sensibilità – dice Jacques Raynaud, executive vice president Sky Sport & Sky Media, parlando, nel corso della presentazione dei palinsesti 2016-2017, delle polemiche per una foto sui social dell’ex calciatore con il tatuaggio “DUX” in vista sul braccio -. Dopo aver parlato a lungo con Di Canio, nonostante la sua professionalità e competenza calcistica, abbiamo deciso insieme di sospendere la sua collaborazione”.

 REAZIONI SOCIAL — Introducendo le novità legate al calcio su Sky, Raynaud ha voluto “fare un inciso” sulla vicenda dell’ex calciatore della Lazio, protagonista di un promo sui social network destinato a lanciare l’approfondimento sulla Premier League che conduceva – come riporta gazzetta.it –  da domenica scorsa. “Siamo venuti a conoscenza di un po’ di emozioni sui social per uno scatto di un nostro talent, Paolo Di Canio, con le braccia scoperte e un certo tatuaggio”, ha spiegato Raynaud, prima di annunciare lo stop alla collaborazione.

ROMA – Paolo Di Canio torna a far parlare di sé, e questa volta divide il web e il popolo dei social. L’ex giocatore di Lazio e Juventus, oggi conduttore televisivo, è andato in onda nel programma di Sky “Di Canio Premier Show” con una maglietta a maniche corte, scatenando un mare di polemiche per la scritta “Dux” tatuata sul bicipite destro. I commenti sul tatuaggio di Di Canio – scrive Gazzetta.it – sono diventati tantissimi in pochi minuti, e gli utenti di Twitter si sono spaccati tra chi si dice indignato dalla scritta messa in mostra dal commentatore (qualcuno minaccia di disdire l’abbonamento alla tv) e chi invece sostiene l’ex calciatore e le sue idee politiche. Non è la prima volta che Di Canio si trova al centro di polemiche per le proprie idee extracalcistiche: nel 2013, quando arrivò sulla panchina del Sunderland, in Inghilterra si aprì un dibattito a proposito, tanto che l’allora ministro degli Esteri britannico e dirigente del club, David Miliband, si dimise dal board della squadra perché non poteva accettare un manager “fascista”. L’ex stella del West Ham dovette precisare: “Non sono un politico, non sono affiliato a nessuna organizzazione, non sono un razzista e non condivido l’ideologia del fascismo, io rispetto tutti”. Intanto in casa Lazio, occhio: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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