Morrison-Lazio: Lotito dice basta

Morrison-Lazio: Lotito dice basta

Le strade si divideranno a breve. E’ solo questione di tempo

 

ROMA – Un milione di euro a stagione per non fare nulla, al massimo la doccia negli spogliatoi di Formello. La Lazio le ha provate veramente tutte per rilanciare Ravel Morrison, ha speso soldi (continua a farlo) e sprecato tempo, il fallimento purtroppo si è rivelato totale. La colpa però – scrive Il Tempo – è del trequartista inglese, genio e sregolatezza allo stato puro, ribelle e poco disposto al sacrificio. La scommessa adesso è persa, lo scontro è inevitabile, la dirigenza è infuriata per l’atteggiamento del giocatore. L’ex West Ham infatti ha deciso all’improvviso di non fidarsi nemmeno di Simone Inzaghi, s’era comportato allo stesso modo con Pioli, ha preparato le valigie e si è rifugiato in Inghilterra. E’ accaduto anche questa volta, Morrison s’è trasferito a Londra e ora non ha nessuna intenzione di rientrare alla base, non risponde alle convocazioni del club e non partecipa mai al lavoro con la squadra. A differenza invece degli altri esuberi (Tounkara, Minala e Gonzalez), lui si intravede ogni tanto il sabato pomeriggio, sbarca a Formello con l’autista, sistema l’armadietto e se ne torna a casa. La Lazio – qualora la situazione peggiorasse – potrebbe procedere per vie legali, dimezzare o bloccare eventualmente lo stipendio attraverso delle multe e interrompere il contratto in scadenza nel 2018 (non esiste nessuna clausola che può permettere al club di chiudere in qualsiasi momento il rapporto lavorativo). La risoluzione però converrebbe soltanto a Morrison, la società biancoceleste infatti perderebbe la possibilità di monetizzare la cessione. Lotito e Tare comunque proveranno a piazzarlo a gennaio, si tratta di una missione quasi impossibile, poche squadre al mondo si muoveranno concretamente per il ragazzo di Manchester. A proposito, Sir Alex Ferguson ne ha parlato nella sua autobiografia: “Purtroppo ci sono tanti calciatori di talento ma che emotivamente e mentalmente non sono abbastanza forti da superare le ferite della loro infanzia e i loro demoni interiori. Morrison potrebbe essere il caso più triste. Quando era allo United possedeva un grandissima qualità ma continuava a mettersi nei guai. E’ stato davvero doloroso venderlo al West Ham nel 2012 perché sarebbe potuto essere un giocatore fantastico. Ma per troppi anni i suoi problemi fuori dal campo crescevano e quindi abbiamo dovuto tagliare la corda”. Alla Lazio, soprattutto lo scorso anno con Pioli, spesso e volentieri non si alzava dal letto, si presentava tardi a Formello e finiva sistematicamente fuori dai convocati. Il destino ormai è segnato, Morrison con l’aquila sul petto ha collezionato 8 partite e 159 minuti, un rendimento a dir poco deludente. Le strade si divideranno a breve, è solo questione di tempo. E intanto, però, occhio al colpo di scena in entrata: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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