IL CASO – “Lotito sta perdendo la sua battaglia, di questo passo sarà costretto a passare la mano”

IL CASO – “Lotito sta perdendo la sua battaglia, di questo passo sarà costretto a passare la mano”

Se non cambia qualcosa – se il tifo laziale cioè decide di portare alle estreme conseguenze la sua protesta – la parabola di Lotito è destinata a terminare, e la Lazio dovrà trovarsi un altro padrone.

Lotito disperato

– Di Fabrizio Bocca (Repubblica.it)

ROMA – Può una squadra sopravvivere senza il suo pubblico? Se fossimo in un campionato minore dove le tribune sono frequentate spesso da pochi fedelissimi, spesso parenti dei giocatori stessi, sì. Ma in serie A, no, non ha senso. Un pubblico, sia pur piccolo, serve. E soprattutto il tuo pubblico non può essere tuo nemico. Una squadra di serie A senza pubblico è come proiettare “The Hateful Eight” in una sala vuota, o costringere Proietti e Toni Servillo a recitare davanti a nessuno.

La Lazio di oggi ha ormai perso il suo tifo, allo stadio Olimpico non va più nessuno – per molti motivi, e non solo di contestazione verso l’attuale presidente –  o almeno ci vanno pochissimi, nemmeno tutti quelli che hanno già pagato l’abbonamento. Che poi è il massimo, quasi uno sfregio.

Credo che il presidente Lotito non possa andare avanti così, o cede lui, o cede il pubblico che lo ha abbandonato. Ma come potrebbe farlo tornare? Stravolgendo se stesso, mettendo mano al portafoglio, ma – indipendentemente dai soldi – costruendo comunque una squadra che abbia molto più appeal della Lazio di oggi. Una squadra che tira a campare e che strada facendo sta perdendo orgoglio e ambizioni.

Attenzione, osservo e cerco di farmi un’idea, non sono dalla parte del pubblico soprattutto di tutti quelli che pur di fare un danno alla Lazio e a Lotito, la settimana scorsa hanno deciso di inondare lo stadio di uh uh razzisti contro Koulibaly. Ma di questo abbiamo già discusso e il tema di oggi non è questo.

Claudio Lotito è presidente della Lazio da circa 12 anni. Prima era uno di quei tanti imprenditori della capitale che nessuno conosceva, balzato sporadicamente agli onori delle cronache. La Lazio gli ha dato una riconoscibilità che prima non aveva, ma questo comunque vale per tutti i presidenti. Lotito ha risanato la squadra, l’ha tenuta a galla, ha vinto anche qualche Coppa, si è qualificata per la Champions League sprecando però l’occasione, ma nella sostanza la Lazio non ha mai decollato. E fin qui sarebbe una situazione al limite,  non la sola però. Quante squadre si trovano più o meno nelle stesse condizioni? Parecchie ma non una squadra di Roma, non una squadra che ha comunque una storia più che centenaria alle spalle, non una tifoseria che  pretende delle vittorie e non si accontenta di un semplice stazionamento in serie A.

Credo che Lotito, che pure si presenta come uomo forte, deciso e che ha addirittura ambizioni di guida del calcio italiano, stia piano piano avvicinandosi alla resa dei conti. Nonostante la sua caparbietà, durezza, e anche una certa disinvoltura con cui si muove nel mondo del calcio, questa battaglia la sta perdendo. Un presidente che perde il suo pubblico è come un generale senza armata. Può ovviamente contare sulla Tv, ma non si può fare calcio solo con la Tv. La Lazio è una (ex) grande squadra che si sta spegnendo. Non so quando, ma il percorso iniziato mi sembra irreversibile. Se non cambia qualcosa – se il tifo laziale cioè decide di portare alle estreme conseguenze la sua protesta – la parabola di Lotito è destinata a terminare, e la Lazio dovrà trovarsi un altro padrone.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy