ORE 12.40 | Lazio, a Formello si lavora in segreto… per far sognare i tifosi!

ORE 12.40 | Lazio, a Formello si lavora in segreto… per far sognare i tifosi!

#FUTURO – AGGIORNAMENTO ORE 12.40 – SPONSOR: A Formello ci si muove nell’ombra, si lavora per far sognare i tifosi ROMA – Azerbaigian o no, qualcosa bolle in pentola. Le notizie provenienti da Baku possono valere come nuovo indizio. Da giorni c’è fermento a Formello, ci sono contatti in corso…

#FUTURO – AGGIORNAMENTO ORE 12.40 – SPONSOR: A Formello ci si muove nell’ombra, si lavora per far sognare i tifosi

ROMA – Azerbaigian o no, qualcosa bolle in pentola. Le notizie provenienti da Baku possono valere come nuovo indizio. Da giorni c’è fermento a Formello, ci sono contatti in corso d’opera, riguardano la sponsorizzazione della maglia. Non filtra di più, c’è il massimo riserbo. La premessa è un’avvertenza: il tabù sponsor dura da anni e genera scetticismo ogni volta che se ne parla. Non è la prima volta che giungono certe voci. Il marchio “Azerbaigian – Land of Fire”, ad esempio, è stato associato alla Lazio nella stagione 2012-13 e a marzo scorso in occasione della presentazione all’Italia dei primi Giochi europei (“Baku 2015”). S’è sempre ipotizzato un progetto di sponsorizzazione di tre o quattro anni dal valore di 40 milioni di euro: dodici dei quali da versare subito nelle casse della Lazio. Voci, nulla di più. E cifre da capogiro (forse esagerate) mai confermate. I primi contatti tra lo stato caucasico e la Lazio non andarono a buon fine, questo si disse. Da lì a poco fu annunciato l’accordo di sponsorizzazione tra l’Azerbaigian e l’Atletico Madrid (storia di gennaio 2013). E’ bene sperare che il no di Lotito, se ci fu realmente, non sia stato frutto di un capriccio bensì di argomentazioni valide.

 

I fatti. Lotito non vende sogni, lo ripete sempre. Lo sponsor manca da anni sulle maglie della Lazio, ecco perché prima di gridare al miracolo è bene attendere l’evoluzione degli eventi. Lo sponsor manca perché il presidente ha ritenuto di chiedere cifre alte alle aziende interessate alla partnership: «Non avremmo declinato offerte importanti se solo ce le avessero presentate. Non sminuisco il valore del nostro marchio solo per avere uno sponsor. Ci dev’essere un valore economico, ma anche morale», ha sempre ripetuto. Una Lazio pronta a giocarsi la Supercoppa Italiana in Cina e il preliminare Champions, con uno stadio di nuovo popolato, con un gioiello del calibro di Felipe Anderson in rosa (almeno per un altro anno), fa gola. E’ un momento favorevole, va sfruttato sotto ogni punto di vista: calcisticamente, commercialmente. Non ci sarebbe solo l’Azerbaigian in corsa con le sue aziende e le sue nuove capacità economiche (il Paese è in ascesa, il tasso di occupazione è in aumento e gli insediamenti petroliferi rendono), sarebbero stati allacciati contatti con vari interlocutori. L’Atletico Madrid ha tratto beneficio dalla sponsorizzazione siglata con l’Azerbaigian, non c’è dubbio. Ogni accordo ha la sua storia e le sue cifre, ogni trattativa va da sè. Le notizie provenienti da Baku andranno confermate nei prossimi giorni. Un colpo di marketing di questo tipo farebbe sognare il popolo laziale. La pentola bolle, va scoperchiata. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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