Immobile, la famiglia gli porta fortuna

Torna al gol su azione e a una sola rete dal capocannonirere Icardi

di redazionecittaceleste

ROMA – Aveva solo bisogno di serenità e calore, così Immobile riaccende il motore. Arriva a Roma la famiglia e gli porta di nuovo fortuna: aveva segnato su azione in campionato a Benevento l’ultima volta, guarda caso c’erano papà Antonio, il fratello Luigi, i cugini e la moglie Jessica come ieri sugli spalti dell’Olimpico. Si scalda, Ciro, e rivede la porta: «Sono felice. Ero partito fortissimo con i gol, poi a novembre ho avuto un po’ di appannamento, la botta della Nazionale si è sentita. Mi dispiace solo che abbiamo perso punti ultimamente, ora vogliamo recuperarli». Immobile mette prima il turbo in allungo, poi sale in cielo ad acciuffarli. Torna titolare in campionato dopo l’espulsione ingiusta rimediata contro il Torino. Nel primo tempo è nervoso, non ha dimenticato il rosso di Giacomelli. Poi però sente i cori, rivede la bandiera biancoceleste e decide di tornare a indossare la sua migliore veste: «É arrivato il gol davanti alla mia gente e sono felice che sia arrivato insieme ai tre punti. Sono momenti che capitano, vanno affrontati e ne sono uscito. Ho lavorato di più e spero di fare sempre meglio».

ASSISTMAN

S’aggrappa inizialmente alle treccine di Lukaku per riportare la Lazio in zona Champions. Quanta fatica contro il Crotone, poi però Immobile cambia l’inerzia della gara e anche il copione. Scappa via sul filo del fuorigioco, vince il rimpallo con Ajeti, serve a Jordan la palla più comoda del mondo. E poi ecco la 16esima rete in campionato: capocciata di rabbia, che non lascia scampo a Cordaz. Sblocca un risultato frutto di tanti errori e troppa ansia, nella ripresa Ciro suona la scossa: «Eravamo lenti nel primo tempo, sapevamo che il Crotone si sarebbe chiuso. Non eravamo veloci, poi nel secondo tempo siamo entrati in campo con un altro piglio e abbiamo vinto una partita importante». Stavolta Milinkovic e Luis Alberto sono quasi assenti, quindi il bomber partenopeo in contropiede si trasforma in assistman. Poi però vuole spazzare da solo con una testata le ingiustizie e l’astinenza: «E’ importante che rimaniamo uniti e concentrati sui nostri obiettivi, quello che accade fuori se ne occupa la società, noi pensiamo solo al campo».

CANNONIERE

Prende la scala per tornare capocannoniere, ma alla fine rimane ancora a un gol da Icardi, che ha pure sbagliato un rigore ieri: «Lui è un grande campione, sta facendo grandi cose. Sarà una bella sfida, spero di rimanere lassù fino alla fine». Immobile va vicinissimo ad agguantarlo subito grazie al bis con un rasoterra a fil di palo e nella ripresa con un fac simile su un assist di Lulic. Niente, ma è il successo all’Olimpico, due mesi dopo il 22 ottobre col Cagliari, quello che conta: «Queste partite sono una trappola, se non le sblocchi ti innervosisci e poi va a finire come l’anno scorso, che abbiamo segnato in extremis. Era importante ritrovare i tre punti, era tanto che non ci riuscivamo in casa». Roma dolce casa. C’era tutta la famiglia all’Olimpico venuta a passare qui il Natale. Jessica non dovrà cucinare: «Sono contenta che si giochi durante le feste perché amo il calcio e pure io vado in astinenza». Intanto, dopo il boccone amari del rigore nel derby, anche il digiuno di Ciro è finito e in vista Fiorentina e Inter è un toccasana. Per festeggiarlo mamma Michela preparerà pure la parmigiana.

Cittaceleste.it

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