Il cittì Conte gli ha detto di tenersi pronto, aspetta la chiamata. Marco Parolo vuole indossare il biancoceleste e l’azzurro, sono le sue sfumature preferite. Ha vissuto il primo Mondiale, ha sposato la Lazio, non vuole perdere la Nazionale. Conte e Parolo hanno parlato mercoledì, c’è stata una stretta di…
Il cittì Conte gli ha detto di tenersi pronto, aspetta la chiamata. Marco Parolo vuole indossare il biancoceleste e l’azzurro, sono le sue sfumature preferite. Ha vissuto il primo Mondiale, ha sposato la Lazio, non vuole perdere la Nazionale. Conte e Parolo hanno parlato mercoledì, c’è stata una stretta di mano, potrebbero rivedersi presto. Parolo si tiene stretto il posto, non ha intenzione di mollarlo. Ha conquistato l’Italia dopo anni di gavetta, sogna altre grandi sfide. Il Mondiale non è andato bene per nessuno, il riscatto andrà centrato all’Europeo del 2016. Parolo a quel tempo avrà 31 anni, potrà cullare la speranza di esserci. Conte studia le chiamate, prepara l’elenco dei convocati, i primi impegni arriveranno presto, a settembre. Parolo ha detto sì alla Lazio per spiccare il volo, finora ha avuto spazio (al massimo) in squadre di terza fascia. La Lazio è la grande chance, è arrivata al momento giusto, in piena maturità. Parolo, per il suo talento, avrebbe meritato un’occasione simile qualche anno fa, l’importante è che l’abbia finalmente avuta.
Il ruolo. E’ la mezzala che serviva, garantisce esplosività, affondi, tiri, le sue caratteristiche sono utilissime. Pioli lo sta provando a sinistra e a destra (è successo anche ieri a Formello), la duttilità di Parolo sarà preziosa. Il suo cambio di passo può rivelarsi decisivo tatticamente, in passato solo Lulic è riuscito a velocizzare il reparto. Parolo prepara l’esordio ufficiale, avverrà domani sera in Coppa Italia, nella sfida contro il Bassano. Pioli a Formello ha testato questo centrocampo: Parolo, Biglia e Cataldi (sono le prove di ieri mattina). Cataldi e Parolo, in qualsiasi ordine di schieramento, partiranno dal primo minuto. Ad oggi vanno considerati in pole sulle altre mezzali. Cataldi può essere la grande sorpresa della stagione, Parolo è una certezza, la sua scalata vive il momento clou.
La storia. Como, Pistoiese, Foligno, Verona, Cesena, Parma e Lazio. Marco è un figlio della gavetta, nel 2009 era in Lega Pro, in meno di due anni ha esordito in Nazionale, nel 2014 s’è regalato il Mondiale brasiliano. E’ Steven Gerrard il suo idolo, l’ha incrociato in Inghilterra-Italia (1-2), nel match che è valso l’esordio degli azzurri al Mondiale. Parolo è entrato nel finale, ha guardato negli occhi l’uomo che ha sempre ammirato da lontano: « Mi piace il suo modo di far gol e il modo in cui sa essere importante per la squadra », ha sempre detto. E la grinta di Rino Gattuso è un esempio continuo, non ha mai smesso di tenerla a mente come ispirazione: « Il suo spirito trasmette il senso di appartenenza alla maglia azzurra », ha spiegato Parolo in un’intervista del passato. Da piccolo sognava tifando Milan, guardando Maldini, Van Basten e Rijkaard. Il Milan lo sfiderà il 31 agosto a S.Siro, nella domenica dell’esordio in campionato con la Lazio, sarà una grande emozione.
Le passioni. Marco Parolo è un ragazzo semplice, umile, non è un divo, non s’è mai montato la testa. Le sue passioni? Famiglia, calcio, ciclismo (il padre negli anni ‘70 era un ciclista), basket. Alberto Contador lo ha appassionato, nel basket italiano tifa Varese, nell’Nba punta su Miami. Michael Jordan e LeBron James sono le sue star. Cosa fa nel tempo libero? Adora passeggiare col suo cane, ha scelto un Hovawart. Le prime parole dedicate alla Lazio furono queste: « Sono pronto a dare tutto in campo per la squadra. Ho scelto la Lazio perchè ho voglia di fare un campionato importante. Ho voglia di competere contro squadre europee, dobbiamo conquistare l’Europa ». (Corriere dello Sport)
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